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Parto in casa a Pignataro Maggiore: la storia del 19enne e della sua fidanzatina 15enne

Un 19enne di Pignataro Maggiore ha simulato il ritrovamento di un neonato per strada, ma in realtà il bambino era suo figlio, nato in casa dalla sua fidanzatina 15enne. La comunità si è mobilitata per sostenere la giovane coppia.

Parto in casa a Pignataro Maggiore: la storia del 19enne e della sua fidanzatina 15enne

In un piccolo centro della provincia di Caserta, Pignataro Maggiore, si è consumato un dramma che ha coinvolto una giovane coppia e che ha scatenato una grande ondata di solidarietà da parte della comunità locale. Un 19enne ha chiamato i soccorsi affermando di aver trovato un neonato abbandonato per strada, ma la verità si è rivelata ben diversa.

Il giovane, intervistato dal programma “Verità Nascoste – Il Diario” condotto da Milo Infante su Canale 5 ha confessato di aver partorito la sua fidanzatina 15enne in casa, senza l’aiuto di personale medico. La paura del giudizio dei genitori li ha spinti a mantenere il segreto per nove mesi, nascondendo persino la gravidanza.

La confessione e il parto in casa

Il 19enne ha spiegato di essersi documentato su internet per capire come far partorire la sua compagna a casa. “Avevamo troppa paura della reazione dei nostri genitori” ha dichiarato, rivelando che la gravidanza era stata tenuta nascosta grazie al fatto che “la pancia non si vedeva”.

Dopo il parto, sopraffatto dall’ansia per le condizioni della ragazza e del neonato, il giovane ha deciso di chiamare i soccorsi inventando la storia del ritrovamento per far prendere in carico il piccolo dai medici. “Ero solo sul posto, ero in stato d’ansia e non pensavo più a niente” ha ammesso, precisando di non aver mai lasciato solo il bambino, tenendolo sempre stretto tra le braccia.

La solidarietà di Pignataro Maggiore

Mentre si delineano i contorni umani e psicologici della vicenda, a Pignataro Maggiore si è messa in moto una vasta rete di supporto. Non solo le istituzioni locali e i Servizi Sociali, ma l’intera comunità cittadina si sta stringendo attorno ai due giovanissimi genitori.

Tra le realtà scese in campo c’è anche “L’Officina dell’Amore” un’associazione benefica del territorio guidata dalla presidente Maria Rosaria Esposito. L’associazione, solitamente impegnata nel sostegno al reparto di oncologia pediatrica del Pausilipon di Napoli si è detta pronta ad attivarsi con aiuti materiali concreti, come culle, passeggini e attrezzature per la prima infanzia, non appena le famiglie formalizzeranno le proprie necessità.

Le condizioni del neonato e le tutele sociali

Il neonato, dopo l’intervento del 118 è ora ricoverato al Cardarelli nel reparto di Terapia intensiva neonatale. Le sue condizioni sono buone, e i medici dell’Unità operativa complessa di Terapia Intensiva Neonatale, diretta da Maria Gabriella De Luca hanno allertato subito gli assistenti sociali.

Il bambino è sottoposto ad accertamenti e controlli previsti dai protocolli, ma la sua respirazione è autonoma e la suzione è sufficiente. Il 118 aveva inizialmente assistito il neonato presso il Ps dell’Ospedale Santobono prima del trasferimento al Cardarelli.

La vicenda ha suscitato grande emozione e riflessione nella comunità, mettendo in luce le difficoltà affrontate dai giovani e la necessità di un supporto concreto e immediato. La solidarietà di Pignataro Maggiore rappresenta un esempio di come la comunità possa fare la differenza in momenti di crisi.

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