Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dedicato la mattinata a Napoli a tre temi che, pur appartenendo a ambiti diversi, condividono un filo conduttore: la necessità di coordinamento e di fiducia per operare al largo delle coste. L’incontro ha coinvolto l’equipaggio della nave Vespucci le cacciamine Rimini e Crotone appena rientrate da Gibuti, e un tavolo di lavoro a Palazzo Chigi per rivedere la protezione dei velivoli italiani in Arabia Saudita.
Le dichiarazioni del premier e le decisioni operative hanno mostrato come la Marina Militare italiana continui a bilanciare tradizione e innovazione mantenendo al contempo una presenza attiva nelle aree più delicate del Mediterraneo e del Mar Rosso.
Incontro a Napoli con l’equipaggio della nave Vespucci
Durante il tour della Vespucci Crosetto ha sottolineato che la nave rappresenta “l’orgoglio della Marina e della Difesa”, un modello di storia e formazione al servizio della Repubblica. Gli uomini e le donne a bordo hanno ricevuto i ringraziamenti del ministro, che ha rimarcato come la bandiera e il giuramento dell’equipaggio conferiscano anima a una delle imbarcazioni più eleganti al mondo. “Tradizione e innovazione non sono opposte”, ha affermato, indicando che la tradizione indica le radici, mentre l’innovazione indica le mete future.
Il messaggio è stato chiaro: la capacità di fare squadra è fondamentale per affrontare sfide come l’American’s Cup, simbolo di velocità e tecnologia, e allo stesso tempo garantire la sicurezza nelle missioni operative. La visita ha rafforzato il legame tra il vertice politico e le forze armate, dimostrando che la fiducia reciproca è il vento di poppa per una Marina pronta a navigare verso orizzonti più lontani.
Rientro in Italia delle cacciamine Rimini e Crotone dal Mar Rosso
Il ministro ha ordinato il ritorno in patria delle cacciamine Rimini e Crotone dopo quattro mesi di permanenza nella base di Gibuti. La decisione, spiegata come necessaria per “attività manutentive improrogabili” e per “l’avvicendamento degli equipaggi”, rientra in una rotazione che garantisce la costante operatività delle forze navali italiane. Le due unità facevano parte del dispositivo Eunavfor Aspides con l’obiettivo di ridurre i tempi di intervento per lo sminamento nello Stretto di Hormuz.
Secondo Crosetto, il rientro non riduce l’impegno italiano: le navi saranno sostituite da altre due cacciamine già in prontezza in Italia, pronte a raggiungere l’area operativa nei tempi previsti. Questo schema di rotazione permette di mantenere una capacità specialistica costante, senza interruzioni, e assicura la continuità della partecipazione dell’Italia alla missione europea, dimostrando ancora una volta la capacità della Difesa di coniugare efficienza e manutenzione preventiva.
Nuove disposizioni per la sicurezza delle forze aeree italiane in Arabia Saudita
Parallelamente, a Palazzo Chigi si è svolto un vertice con il sottosegretario Alfredo Mantovano, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano e il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Fabio Gregori. L’obiettivo era valutare la situazione operativa delle missioni italiane nel “quadrante mediorientale”, con particolare attenzione alla sicurezza dei contingenti e dei velivoli dispiegati nella base di Ta’if. Crosetto ha annunciato misure specifiche per aumentare la sicurezza dei velivoli, in particolare degli Eurofighter coinvolti nell’operazione Inherent Resolve.
È stata anche discussa l’eventualità di spostare i più costosi aerei, come i C-130J e il radar Gulfstream Caew, da Ta’if a località meno esposte in Arabia Saudita o negli Emirati. Nonostante le tensioni con gli Houthi, il ministro ha assicurato che non vi è alcuna intenzione di ridurre l’impegno italiano nella regione, ma solo di ottimizzare la protezione del personale e delle attrezzature, garantendo la continuità delle operazioni e degli impegni internazionali.



