Il sequestro effettuato sabato 26 settembre 2026 dalla Polizia Municipale di Aversa ha riguardato due lotti complessivi per circa 10 mila metri quadrati. Le autorità, intervenute dopo numerose segnalazioni dei residenti, hanno rintracciato opere di urbanizzazione e di movimentazione del suolo realizzate senza i necessari titoli autorizzativi.
Le indagini hanno evidenziato che le strutture, quale una pista destinata al transito dei mezzi di cantiere, sono state realizzate da una società immobiliare operante nella zona di confine tra Aversa e Carinaro. Il valore complessivo dei lavori è stato stimato intorno ai 400 mila euro e i mezzi impiegati sono stati anch’essi sequestrati.
Dettagli sul territorio sequestrato
Il primo lotto, di circa 2 mila metri quadrati si trova nei pressi di via Atellana. Qui, secondo le verifiche, il terreno è stato soggetto a livellamento e alla costruzione di una pista di accesso, operazione che ha richiesto la movimentazione del suolo e l’impiego di materiali di risulta. Inoltre, gli agenti hanno controllato l’alveo Rosa verificando che le fasce di rispetto intorno alla linea ferroviaria fossero mantenute.
Impatto sull’ambiente e sul drenaggio
Uno dei punti critici analizzati riguarda il possibile alterarsi del deflusso delle acque meteoriche. Le autorità temono che le modifiche al terreno possano compromettere lo scolo naturale, creando situazioni di criticità idraulica in caso di forti piogge. Il rispetto delle normative ambientali, infatti, è al centro delle indagini.
La seconda area e le conseguenze legali
La seconda zona, molto più estesa, copre circa 8 mila metri quadrati e presenta ulteriori operazioni di spianamento. Anche in questo caso le autorità hanno sequestrato i mezzi di cantiere, valutati complessivamente a 400 mila euro. Oltre al controllo urbanistico, saranno verificati i requisiti di distanza dalle infrastrutture gestite da RFI e la regolarità delle autorizzazioni.
Il comandante della Polizia Locale, Emiliano Nacar ha sottolineato: «Si tratta di un’importante operazione di polizia giudiziaria che restituisce dignità al territorio e contrasta la speculazione edilizia». Il consigliere Mauro Baldascino ha aggiunto: «C’è stato un bel lavoro corale, fatto di segnalazioni dei cittadini, dell’assessore, della Polizia municipale, dei carabinieri e della magistratura».
Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità amministrative e penali, nonché per verificare la conformità delle opere rispetto alle norme urbanistiche e ambientali. Nel caso vengano confermate le irregolarità, le opere potrebbero essere oggetto di demolizione o di altre sanzioni economiche.



