Il mercato della moda falsificata continua a rappresentare una sfida per le autorità, soprattutto quando gli articoli contraffatti entrano direttamente nelle abitazioni dei cittadini. Recentemente, un’operazione dei carabinieri ha portato alla luce una rete di vendita che sfruttava sia la tradizione del door to door sia le potenzialità del commercio digitale.
Operazione dei Carabinieri a San Giorgio a Cremano
Durante una perquisizione domiciliare nell’appartamento situato a San Giorgio a Cremano, le forze dell’ordine hanno rinvenuto centinaia di capi di abbigliamento pronti per la vendita. Tutti gli indumenti erano dotati di cartellini con prezzo, ma mancavano completamente i documenti di tracciabilità, come fatture o bolle di accompagnamento, indispensabili a provare la loro legittima provenienza. L’assenza di tali registri ha immediatamente sollevato sospetti sulla loro autenticità.
Il profilo dell’imprenditore clandestino
Il proprietario dell’immobile, un uomo di 55 anni, ha aperto la porta ai militari e ha collaborato durante gli accertamenti, però non è riuscito a produrre alcuna prova contabile relativa ai vestiti trovati. Secondo le indagini, l’uomo gestiva un’attività di rivendita che alternava la tradizionale vendita porta a porta a un’attività più moderna, pubblicizzando i prodotti su piattaforme web. Questo duplice approccio consentiva di raggiungere una clientela ampia, passando dal quartiere alle reti sociali.
Canali di vendita utilizzati
Le evidenze raccolte indicano che gli articoli, tra cui maglie in cashmere giubbotti con i loghi di famose firme e pantaloni di tendenza, erano esposti in maniera ordinata, con i prezzi chiaramente indicati. La vendita door to door permetteva al venditore di instaurare un rapporto diretto con gli acquirenti, mentre le inserzioni online facilitavano la diffusione veloce dell’offerta, attirando consumatori alla ricerca di affari rapidi su prodotti di marca a prezzi ribassati.
Conseguenze giudiziarie e prospettive
Al termine dell’intervento, i carabinieri hanno disposto il sequestro dell’intero lotto di vestiti, il cui valore complessivo ammonta a diverse migliaia di euro. Il soggetto è stato denunciato a piede libero per ricettazione e per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Le autorità hanno avviato perizie tecniche per verificare l’effettiva falsificazione dei marchi, mentre le indagini sulla rete di distribuzione continueranno per identificare eventuali acquirenti e collaboratori.
Questa operazione sottolinea l’importanza di controlli puntuali su attività commerciali informali e dimostra come, anche in ambito domestico, possano nascondersi vere e proprie strutture di mercato parallelo. Le autorità hanno ribadito la volontà di perseguire con rigore chiunque tenti di immettere sul mercato prodotti contraffatti, proteggendo così i consumatori e le aziende legittime.



