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Carabinieri sequestrano abbigliamento falsificato a San Giorgio a Cremano

Scoperta una cassaforte di abiti di lusso contraffatti in un appartamento di San Giorgio a Cremano, con un venditore 55enne denunciato.

Carabinieri sequestrano abbigliamento falsificato a San Giorgio a Cremano

Nel contesto della lotta contro la contraffazione di prodotti di lusso, le forze dell’ordine di San Giorgio a Cremano hanno condotto un’operazione che ha portato alla luce una vera e propria “casa-madre” di abbigliamento falsificato. La perquisizione, scaturita da segnalazioni di attività illecite, ha coinvolto un appartamento situato nel cuore del comune, abitato da un uomo di 55 anni.

Durante l’intervento i Carabinieri hanno rinvenuto centinaia di capi di abbigliamento disposti su scaffali, tutti contrassegnati da un prezzo di vendita. Tra gli oggetti sequestrati spiccano maglie in cashmere giubbini con loghi riconoscibili e pantaloni dal taglio firmato, elementi che difficilmente potrebbero appartenere a un normale guardaroba domestico. La quantità e la varietà dei prodotti hanno subito suggerito una attività commerciale organizzata, più che un semplice accumulo personale.

Perquisizione e tipologie di capi sequestrati

Il materiale rinvenuto comprendeva circa 200 maglie di cashmere, 150 giubbini cerati con marchi internazionali e oltre 300 paia di pantaloni. Ogni capo portava etichette, bottoni e cuciture identiche a quelle delle versioni originali, ma mancavano assolutamente i documenti di origine legittima. I Carabinieri hanno classificato la merce come probabilmente contraffatta e l’hanno immediatamente incartata per le successive analisi forensi.

Dettagli sulla falsificazione

Le analisi preliminari hanno mostrato discrepanze nelle cuciture interne e nei codici di serie, tipiche delle repliche prodotte in stabilimenti non autorizzati. Alcuni capi, inoltre, presentavano marchi “sbiaditi” o leggermente deformati, segno distintivo di una falsificazione di bassa qualità, ma comunque venduti a prezzi molto al di sotto di quelli di mercato. Questo schema è tipico di chi intende ingannare l’acquirente con la sola apparenza esteriore del prodotto.

Modalità di vendita: porta a porta e internet

Dalle prime ricostruzioni emerge che il proprietario gestiva una rete di vendita ibrida: contatti diretti door-to-door nelle vie del comune e inserzioni su piattaforme di commercio elettronico. L’uomo non è stato in grado di produrre fatture, registri fiscali o qualsiasi altra documentazione che comprovasse la legittima provenienza dei capi. Gli investigatori ipotizzano che la merce fosse stata importata illegalmente da paesi esteri, con i marchi falsi apposti in Italia prima della messa in vendita.

Denuncia e conseguenze legali

Alla luce dei reperti, il soggetto è stato formalmente denunciato per ricettazione e per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi fattispecie previste dal codice penale italiano. L’intera collezione è stata sequestrata e dovrà sottoporsi a perizia per confermare il grado di contraffazione, oltre a fornire elementi utili a individuare eventuali fornitori e clienti coinvolti nella catena.

Impatto sul mercato locale e avvertimenti ai consumatori

Il caso mette in evidenza la crescente presenza di falsi di alta moda sul mercato napoletano, alimentata da venditori che sfruttano sia i contatti personali sia le potenzialità del commercio elettronico. Le autorità hanno invitato i consumatori a verificare l’autenticità dei prodotti prima dell’acquisto, controllando fatture, certificati di origine e la coerenza dei dettagli di confezione. Inoltre, hanno sottolineato l’importanza di denunciare eventuali sospetti di contraffazione, contribuendo così a frenare una rete che danneggia sia i marchi originali sia il consumatore finale.

Questa operazione si inserisce in un più ampio impegno delle forze dell’ordine italiane contro la contraffazione, che negli ultimi anni hanno sequestrato milioni di euro di merce illecita. Il sequestro di San Giorgio a Cremano rappresenta un importante tassello di una strategia nazionale volta a proteggere il mercato interno e a garantire la leale concorrenza tra le aziende, riducendo al contempo i rischi per i cittadini che potrebbero incorrere in prodotti di scarsa qualità o potenzialmente pericolosi.

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