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Mauro Nardi bandito dal palco di Termini Imerese per legami mafiosi

La sindaca blocca il concerto di Mauro Nardi per i riferimenti a boss mafiosi.

Mauro Nardi bandito dal palco di Termini Imerese per legami mafiosi

Sabato 17 ottobre la piccola realtà di Termini Imerese doveva accogliere la festa di San Daniele, con un concerto previsto alle ore 21 in Termini Imerese bassa. Tra gli artisti proposti figurava il noto cantante neomelodico napoletano Mauro Nardi. Tuttavia, la sindaca Maria Terranova ha rifiutato il patrocinio comunale, citando dichiarazioni pubbliche del cantante che lo avrebbero avvicinato a esponenti della Cupola e alla famiglia Casamonica.

La decisione di Maria Terranova

Terranova ha comunicato la sua scelta con una breve nota sul profilo social, aprendo con le parole “Ho preso una decisione”. Nel messaggio ha riportato inquadrature delle interviste televisive di Nardi, in cui l’artista descriveva le sue esibizioni in feste private a Palermo, affermando: “Quando andavo a cantare a Palermo… c’era tutta la Cupola: Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta… tutti li trovavi”.

Le dichiarazioni sul rapporto con i Casamonica

Un altro passo della nota riproduceva il discorso in cui Nardi parlava della “famiglia Casamonica”, dichiarando: “Li tratto con il cuore perché mi pagano, mi coccolano, un rapporto di grande affettuosità e stima”. Il cantante ha anche menzionato i regali ricevuti – bracciali, orologi costosi – e ha concluso definendosi “artista di queste persone”.

Il richiamo alla legalità

Terranova ha sottolineato di non voler giudicare la persona, ma di riservarsi il diritto di non concedere il patrocinio: “Il cantante è libero di definirsi “artista di queste persone”, così come io sono libera di non concedere il patrocinio della Città che rappresento”. Ha poi lanciato un forte messaggio contro la mafia, scrivendo in maiuscolo: “NOI NON SIAMO la Sicilia della Cupola. NOI SIAMO la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri eroi della legalità”.

La sindaca ha spiegato che la decisione non è un attacco alla tradizione di San Daniele, ma una scelta di responsabilità politica“La legalità, per essere credibile, deve avere il coraggio delle scelte. Scelte che non temo di compiere”. A sostenerla è stato il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, che ha espresso pieno appoggio al rifiuto dell’autorizzazione.

La risposta di Mauro Nardi

Il cantante ha reagito con una nota rivolta a Terranova, ribadendo la sua lunga carriera: “Canto dall’età di quindici anni, oggi ho settantadue anni e una vita intera dedicata alla canzone napoletana”. Nardi ha negato qualsiasi legame con l’illegalità e ha respinto fermamente l’accostamento della sua musica a forme di esaltazione della malavita, sostenendo di aver sempre cantato “solo l’amore e i sentimenti”.

Altri precedenti siciliani

Il caso di Termini Imerese rievoca una vicenda analoga verificatasi a Marsala, dove la sindaca Andreana Patti aveva negato il concerto del neomelodico Daniele De Martino per motivi di legalità e per precedenti investigativi. Anche in quel caso, le autorità giudiziarie avevano confermato la legittimità della decisione amministrativa. Entrambi gli episodi evidenziano una crescente sensibilità delle amministrazioni locali nel rifiutare spettacoli che possono rinforzare o normalizzare i contatti con ambienti mafiosi.

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