Da venerdì scorso una protest azione contro il cari carburanti ha paralizzato le principali autostrade del Sud Italia. In Campania, i tir si sono fermati su A1 e A30, provocando code di diversi chilometri sia in ingresso che in uscita da Napoli. La mobilitazione si è poi estesa a Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata, generando disagi su vie provinciali, porti e stazioni di servizio.
Blocchi su A1 e A30: situazione attuale a Napoli e Caserta
Secondo le comunicazioni di Autostrade per l’Italia, il nodo tra A1 e A30 è stato chiuso temporaneamente per chi proviene da Napoli. Si registrano circa 2 km di coda fra Villa Literno e Pomigliano, e altre 2 km nella tratta Napoli-Nord verso Roma; sull’A30, tra Maddaloni e il bivio con A1, la lunghezza delle code è di 3 km. I pattugliamenti della Polizia Stradale e il personale del 6° Tronco di Cassino sono presenti sul posto per gestire la situazione.
Deviazioni consigliate dalle autorità
Per chi deve viaggiare da Napoli a Salerno, le indicazioni indicano la A16 Napoli-Canosa verso Bari, per poi ricollegarsi all’A30. Chi proviene da Napoli verso Roma è invitato a uscire a Caserta Sud, seguire le indicazioni per Maddaloni e proseguire sulla SS700 fino a Santa Maria Capua Vetere, dove è possibile rientrare sull’A1. Infine, gli automobilisti di A16 in arrivo da Bari verso Roma possono scendere a Benevento, percorrere la SS 372 Telesina e rientrare in A1 a Caianello.
Estensione della protesta al resto del Mezzogiorno
La manifestazione, avviata da camionisti e agricoltori della Puglia e della Calabria, ha trovato eco in tutta la penisola. In Sicilia, i tir hanno occupato i piazzali dei porti di Catania e Palermo, blocchi che hanno paralizzato l’interport di Catania. In Puglia, le cotte di Bari, Cerignola e Brindisi mostrano code infinite e distributori a secco, con il sindaco di Bari, Vito Leccese, che avverte di possibili ripercussioni sui rifiuti e sui trasporti pubblici. In Basilicata, numerosi distributori hanno segnalato l’esaurimento delle scorte, aggravato dal blocco dell’accesso alla raffineria Eni di Taranto.
Richieste dei trasportatori e tavolo di negoziazione
I rappresentanti dei camionisti, tra cui Mario Pansini della Fedralog in Calabria e Salvatore Bella del Comitato trasportatori siciliani, chiedono un intervento urgente sulle accise al diesel, un credito d’imposta più alto e la revisione dei costi dei traghetti. Il tavolo con il governo, previsto inizialmente per il 27 ottobre, è stato anticipato al 20 ottobre a Milano, dove il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, incontrerà le delegazioni meridionali. Se non verrà firmato un protocollo d’impegni, i blocchi continueranno fino al 27 ottobre.
Impatto su rifornimenti e vita quotidiana
Secondo il segretario di Fegica, Alessandro Zavalloni, tra il 60% e il 70% delle stazioni di servizio del Sud è ancora a secco. Le code alle pompe, le scorte esaurite nei supermercati e il rischio di interruzioni nella distribuzione di medicinali hanno generato preoccupazione tra i consumatori. L’Associazione distributori farmaceutici (Adf) rassicura che le forniture alle farmacie sono garantite, ma avverte che una prolungata inattività dei tir potrebbe compromettere la continuità della catena del freddo.
Il clima di tensione ha anche coinvolto la politica nazionale: il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha incontrato i manifestanti a Nola, mentre la segretaria del PD, Elly Schlein, ha proposto un tetto dinamico al prezzo dei carburanti per 90 giorni, soggetto a verifica ogni 15 giorni.



