Il sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo, è al centro di una procedura penale che lo vede accusato di concussione. L’inchiesta, avviata dal pubblico ministero Luca Pisciotta, ha portato al rinvio a giudizio di un dirigente elettivo, un passo che apre la fase dibattimentale davanti al tribunale di Nola. La vicenda ha suscitato un immediato fermento nella cittadinanza, padrona di un dibattito politico che si è acceso in assenza di dichiarazioni ufficiali da parte del Comune.
Secondo le informazioni disponibili, l’udienza preliminare si terrà il 12 gennaio 2027, data in cui un collegio giudicante dovrà esaminare le accuse. Fino a quel momento, l’amministrazione comunale mantiene un silenzio istituzionale; né una conferma né una smentita sono state rese pubbliche, lasciando spazio a molteplici ipotesi sulla robustezza delle prove raccolte.
Le accuse di concussione contro Raffaele Russo
Il reato di concussione è definito come la condizione in cui un pubblico ufficiale, abusando della propria posizione, costringe un privato a dare o promettere denaro o altro beneficio. Nel caso in esame, la procura sostiene che il Raffaele Russo abbia esercitato pressioni indebite su un ex comandante della polizia locale, Andrea D’Ambrosio, durante l’esercizio delle sue funzioni. La denuncia si basa su testimonianze raccolte a partire da luglio 2025 e su documentazione che suggerirebbe una rete di favori a scambio di opportunità amministrative.
Il ruolo di Andrea D’Ambrosio nella vicenda
Andrea D’Ambrosio, allora comandante facente funzioni della polizia locale, è stato evidenziato come figura chiave di un presunto sistema di pressione. Le indagini hanno ricostruito una serie di interlocuzioni in cui, secondo l’accusa, il comandante sarebbe stato sollecitato a favorire determinati interessi in cambio di benefici personali. Il documento di accusa sottolinea che tali pratiche avrebbero avuto luogo in contesti operativi quotidiani, rendendo difficile distinguere le azioni legittime da quelle illecite.
Il permesso edilizio del 2017 e le presunte irregolarità urbanistiche
Un altro elemento cruciale dell’inchiesta riguarda un permesso edilizio concesso nel 2017 per la costruzione di un immobile. Le indagini ritengono che il beneficiario fosse legato a una figura vicina al sindaco, creando un sospetto di favoritismo. La concessione del permesso, in apparenza regolare, è stata oggetto di verifiche da parte della polizia giudiziaria, che ha evidenziato possibili violazioni delle norme urbanistiche vigenti al tempo dell’autorizzazione.
Dichiarazioni di Luigi Maiello e della funzionaria Casalvieri
Nel corso delle verifiche, sono emerse le testimonianze dell’ex comandante Luigi Maiello e della responsabile amministrativa Casalvieri. Entrambi hanno fornito rilievi su procedure interne che, a loro avviso, avrebbero potuto essere manipolate per agevolare il rilascio del permesso. Le loro dichiarazioni, inserite nel fascicolo investigativo, sono state oggetto di approfondimenti a livello ministeriale, accentuando la dimensione istituzionale della questione.
Prossimi sviluppi e contesto politico
Il prossimo passo previsto è la comparizione davanti al tribunale di Nola nella data stabilita. È importante precisare che il rinvio a giudizio non equivale a una condanna; rappresenta semplicemente l’avvio della fase processuale in cui le parti potranno confrontarsi e le prove dovranno essere dimostrate in aula. La difesa di Raffaele Russo avrà l’opportunità di confutare le accuse, mentre l’accusa dovrà sostenere la fondatezza delle proprie ipotesi.
Nel frattempo, l’assenza di una posizione ufficiale da parte del Comune di Pomigliano d’Arco continua a alimentare l’incertezza. L’attesa di una dichiarazione potrebbe influenzare l’opinione pubblica e le dinamiche elettorali, soprattutto in vista di eventuali elezioni locali. Il caso resta, dunque, un punto focale per il dibattito politico cittadino, con un potenziale impatto sulla credibilità dell’amministrazione comunale.



