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Nuova perizia denuncia responsabilità mediche al Cardarelli

Una perizia di 126 pagine mette in luce gravi errori clinici che avrebbero potuto evitare il decesso di Francesca Tucci, sollevando dubbi sulla valutazione del pubblico ministero.

Nuova perizia denuncia responsabilità mediche al Cardarelli

Il 2 luglio scorso la ventiquattrenne Francesca Tucci è venuta a mancare a seguito di un intervento chirurgico eseguito presso l’ospedale Cardarelli di Napoli. Il caso, immediatamente inserito nel fascicolo per omicidio colposo, ha portato all’apertura di un’indagine penale che coinvolge tre medici.

La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha richiesto una seconda valutazione tecnica al fine di controbattere le conclusioni preliminari del pubblico ministero. Per tale compito sono stati scelti il dottor Nicola Maria Giorgio, medico chirurgo, e il dottor Antonio Mirabella, specialista in medicina legale e anatomia patologica.

La perizia dei medici Giorgio e Mirabella

Giorgio e Mirabella hanno prodotto una relazione di 126 pagine nella quale descrivono una serie di significativi profili di colpa professionale. Secondo il loro studio, la gestione clinica dell’intervento non è stata conforme alle buone pratiche assistenziali riconosciute a livello nazionale, a partire dalla valutazione preoperatoria fino ai protocolli post-operatori.

Metodologia e fonti utilizzate

Il lavoro di perizia si è basato su una revisione approfondita della cartella clinica del paziente, sull’analisi delle registrazioni intra-operatorie e su confronti con linee guida chirurgiche ufficiali. Entrambi i medici hanno inoltre consultato esperti esterni di anestesia e terapia intensiva per verificare la corretta applicazione delle misure di monitoraggio.

Le conclusioni sulla responsabilità professionale

Nel loro documento, i periti sostengono che “una condotta conforme alle buone pratiche clinico-assistenziali avrebbe evitato l’evoluzione fatale”. Pertanto, le conclusioni del Collegio dei consulenti del pubblico ministero, le quali escludono ogni nesso causale tra la condotta medica e il decesso, vengono giudicate non condivisibili dai due specialisti.

Giorgio e Mirabella chiedono, inoltre, che la responsabilità venga riconosciuta anche nella fase di **esclusione dei profili di responsabilità professionale**, affinché il giudizio penale possa considerare tutti gli elementi evidenziati nella perizia.

Il rapporto è stato sottoposto al sostituto procuratore di Napoli, Mario Canale, titolare del fascicolo per omicidio colposo. Il documento ora integra il fascicolo d’indagine, fornendo una base alternativa per valutare eventuali responsabilità penali dei medici coinvolti.

La vicenda ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei percorsi chirurgici ospedalieri e sull’importanza di una vigilanza costante delle procedure cliniche. Se le osservazioni dei periti verranno accolte, potrebbero generare un precedente significativo per la gestione di casi analoghi in futuro.

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