Nel weekend del 7 novembre 2026 la Striscia di Gaza è stata colpita da precipitazioni eccezionali, trasformando le aree di accoglienza per i rifugiati in enormi distese di fango e acqua stagnante. Contemporaneamente, a Gerusalemme il presidente Isaac Herzog ha designato Gadi Eisenkot a formare il prossimo governo, segnando una svolta nella scena politica israeliana.
Alluvioni nella Striscia di Gaza: una crisi umanitaria senza precedenti
In sole 12 ore, circa 70.000 tende si sono ritrovate sotto l’acqua, con danni valutati intorno ai 3 milioni di dollari. Le abitazioni temporanee, costruite con teli leggeri, non sono state progettate per resistere a piogge prolungate; coperte, materassi e vestiti sono ormai zuppi, lasciando centinaia di migliaia di famiglie senza un angolo asciutto dove riposare.
Rischi sanitari e invernali
Le acque piovana si sono mescolate ai reflui fognari, creando pozze di acqua contaminata e liquami organici nei campi. I bambini, spesso nudi o avvolti solo in coperte fradice, sono esposti a infezioni respiratorie e a malattie trasmesse dall’acqua. Il freddo dell’inverno, combinato con il sovraffollamento, peggiora la situazione e i medici temono una nuova ondata di malattie infettive. Inoltre, due palestinesi sono rimasti feriti dal crollo di un muro indebolito dall’acqua, dimostrando che le piogge mettono a repentaglio anche le strutture già danneggiate.
Scorte di aiuti insufficienti
Il rapporto dell’ONU per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) del 5 novembre evidenziava una grave carenza di materiali per l’inverno. Si stimava la necessità di 121.000 tende e 561.000 teloni impermeabili, ma nella Striscia erano disponibili solo 2.800 tende e 76.000 teloni. Le agenzie, tra cui il Norwegian Refugee Council e l’UNICEF, hanno registrato 1.500 richieste di soccorso, mentre la mancanza di carburante e mezzi rende difficile intervenire rapidamente.
Eisenkot chiamato a formare il nuovo governo israeliano
Dopo le elezioni di fine ottobre, né Benjamin Netanyahu né Gadi Eisenkot hanno ottenuto una maggioranza chiara. Isaac Herzog, presidente della Repubblica, ha quindi affidato a Eisenkot, leader del partito Yashar, l’incarico di costruire una coalizione entro 28 giorni. La decisione, prevista per domenica 8 novembre, rispecchia il voto di 67 deputati della Knesset, che hanno indicato Eisenkot come figura capace di guidare il Paese.
Le sfide della formazione di governo
Per creare una maggioranza stabile, Eisenkot dovrà avvicinarsi ai partiti arabi, che hanno svolto un ruolo chiave nei recenti calcoli parlamentari. Netanyahu, relegato all’opposizione, ha ammonito che una coalizione con forze che definisce “sostenitori del terrorismo” potrebbe provocare il collasso dello Stato. Se Eisenkot non riuscisse a consolidare una maggioranza, il mandato potrebbe passare a un altro leader o, in mancanza di accordi, si potrebbero dover indire nuove elezioni.
Implicazioni per la popolazione di Gaza
Le tensioni politiche in Israele influiscono direttamente sull’accesso agli aiuti nella Striscia. Gerusalemme sostiene di limitare l’ingresso di beni che potrebbero essere usati a fini militari, mentre Hamas è accusata di saccheggiare gli aiuti. Le restrizioni, unitamente alla carenza di forniture, ostacolano la messa in funzione di pompe d’acqua, impianti fognari e generatori ospedalieri, aggravando la vulnerabilità di oltre 1,65 milioni di persone che rischiano di trascorrere l’inverno in condizioni precarie.
Mentre la pioggia trasforma Gaza in un teatro di emergenza umanitaria, la scena politica israeliana si riorganizza sotto la guida di Eisenkot, un cambiamento che potrebbe determinare il ritmo con cui la comunità internazionale potrà intervenire per mitigare la crisi.



