Il 2026 porta con sé importanti novità per chi utilizza un’auto aziendale. Le nuove regole fiscali sui fringe benefit stanno rivoluzionando il modo in cui vengono tassati i veicoli assegnati ai dipendenti. Ma cosa cambia esattamente e come influisce sulle scelte delle aziende e dei lavoratori?
Le auto aziendali rappresentano un beneficio significativo per i dipendenti, ma la loro tassazione è sempre stata un argomento complesso. Con le nuove disposizioni, il legislatore ha introdotto modifiche sostanziali che premiano le scelte sostenibili e penalizzano i veicoli più inquinanti.
Le nuove percentuali di tassazione in base all’alimentazione
La tassazione dei fringe benefit si basa sui chilometri percorsi convenzionalmente, fissati a 15.000 all’anno, moltiplicati per il costo chilometrico stabilito dalle tabelle ACI. La novità principale riguarda le percentuali di tassazione che variano in base all’alimentazione del veicolo.
Le auto elettriche beneficiano della percentuale più bassa, fissata al 10%. Le ibride plug-in hanno una tassazione del 20% mentre le vetture con motori benzina, diesel e ibride non ricaricabili sono soggette a una tassazione del 50%.
Queste differenze non sono trascurabili. Per un’auto di fascia media, la scelta dell’alimentazione può fare la differenza di centinaia di euro all’anno in busta paga. Per le flotte aziendali, l’impatto economico è ancora più significativo, con decine o centinaia di veicoli coinvolti.
Le modifiche introdotte dal decreto Omnibus
Il decreto Omnibus approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 10 giugno 2026, introduce ulteriori modifiche alla tassazione delle auto aziendali. Tra le novità più rilevanti, c’è un aumento del 50% della tassazione per i veicoli diesel e benzina detenuti nelle flotte aziendali da oltre cinque anni.
Questa misura mira a scoraggiare l’utilizzo di auto più inquinanti e a favorire un ricambio più frequente dei veicoli aziendali. Inoltre, il decreto introduce una nuova regola sugli optional non inclusi nelle tabelle ACI, con un incremento forfettario del 5% del fringe benefit.
Un’altra importante modifica riguarda il regime fiscale transitorio per le auto prenotate nel 2026 e assegnate nel corso del 2026. La nuova disposizione elimina il rischio di una tassazione al valore normale per i veicoli assegnati ai dipendenti dopo il 30 giugno 2026, una misura fortemente richiesta dalle imprese.
Le implicazioni per aziende e dipendenti
Le nuove regole fiscali stanno spingendo molte aziende a ripensare le proprie politiche di rinnovo del parco macchine. La scelta di modelli elettrici o ibridi plug-in non è più solo una questione di immagine, ma un calcolo economico che conviene sia ai dipendenti che alle aziende.
I dipendenti beneficiano di una tassazione più favorevole sul fringe benefit, mentre le aziende possono sfruttare condizioni più vantaggiose e ridurre i costi complessivi. Inoltre, il decreto Omnibus introduce modifiche anche su altri fronti, come le imposte di successione e donazione, i trust e la detrazione IVA.
Per dipendenti e aziende, è fondamentale essere informati e adattarsi alle nuove disposizioni per trarre il massimo beneficio da queste novità.



