La città di Pozzuoli è nuovamente al centro dell’attenzione per le proteste degli sfollati che chiedono interventi urgenti dopo il terremoto di magnitudo 4.7 che ha colpito i Campi Flegrei il 31 luglio. La scossa, la più forte degli ultimi quarant’anni, ha causato 26 feriti, evacuazioni e danni ingenti agli edifici.
Le manifestazioni, organizzate da associazioni, comitati cittadini e sfollati, si sono susseguite martedì e mercoledì, culminando in un nuovo appuntamento fissato per domani alle 17:30 a Largo Palazzine. Tra le richieste principali ci sono un tetto per gli sfollati, l’apertura immediata dell’Hub di via Artiaco sostegno al commercio locale e la messa in sicurezza delle abitazioni.
Le richieste dei manifestanti: sicurezza e sostegno immediato
Le proteste hanno portato alla luce diverse criticità, tra cui la necessità di soluzioni abitative concrete per gli sfollati. Il contributo autonomo di sistemazione (Cas) stanziato dal governo, è stato giudicato insufficiente. I manifestanti chiedono interventi decisi per individuare immobili sfitti e alberghi da porre sotto requisizione, oltre a un piano di calmierazione degli affitti.
Un’altra questione cruciale è la messa in sicurezza delle abitazioni, che deve essere sostenuta con ogni mezzo. I cittadini chiedono anche la riapertura delle scadenze per richiedere i fondi necessari alla ristrutturazione e al miglioramento sismico degli edifici colpiti. L’apertura degli Hub centri di prima accoglienza e coordinamento nelle emergenze, è considerata una “necessità immediata”.
Le infrastrutture e i servizi pubblici
I manifestanti sottolineano la necessità di un sostegno più ampio all’economia, ai trasporti e alle infrastrutture del territorio. “Non si può lasciare una città intera senza trasporti, senza acqua, e sotto dissesto. Il monitoraggio dei sottoservizi deve passare per un controllo e soluzioni immediate”, affermano.
Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha richiamato l’attenzione sulle criticità della situazione, citando i numeri dell’emergenza: 1000 cittadini sfollati, centinaia di famiglie senza una casa, 66 edifici interessati da provvedimenti di sgombero e 508 richieste per il contributo autonomo di sistemazione (Cas). “A questo si aggiungono quattro scuole danneggiate – Marconi, Quasimodo, Pergolesi e Borsellino – che richiedono verifiche e interventi per garantire la sicurezza di studenti, famiglie e personale scolastico”, ha aggiunto Manzoni.
La gestione dell’emergenza e le critiche alle istituzioni
Nonostante gli impegni delle istituzioni, la fiducia della popolazione è bassa dopo due anni di emergenza continua. I cittadini criticano le dichiarazioni di Musumeci, che continua a porre la responsabilità individuale di chi “vive nei Campi Flegrei”, e dei senatori Rastrelli e Cosenza, che invece di agire da rappresentanti del partito di governo pensano a puntare il dito contro chi oggi manifesta per la propria vita.
Il sindaco Manzoni ha sottolineato che, secondo gli avvertimenti dell’Ingv l’Istituto di geofisica e vulcanologia, il fenomeno del bradisismo è ancora in corso, lasciando tutte le questioni aperte da affrontare. “In questi mesi ho sempre riconosciuto la disponibilità del Governo, della Regione Campania, della prefettura, della Protezione civile nazionale e regionale e di tutti gli enti coinvolti. La collaborazione istituzionale è stata importante e continua ad esserlo. Ma oggi non basta più la disponibilità. Oggi servono decisioni rapide, risorse straordinarie e procedure accelerate. Servono tempi compatibili con un’emergenza che non può attendere”, ha concluso Manzoni.



