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Cinque edifici abusivi abbattuti a Destra Volturno con il sostegno della Regione

Cinque costruzioni illegali sono state rimosse dalla spiaggia di Destra Volturno, aprendo la strada a un progetto di riqualificazione del litorale.

Cinque edifici abusivi abbattuti a Destra Volturno con il sostegno della Regione

Il mattino del 6 ottobre ha visto le ruspe muoversi lungo il litorale di Castel Volturno, nella zona nota come Destra Volturno. L’intervento, avviato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere in stretta collaborazione con la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli ha avuto l’obiettivo di far cadere cinque strutture costruite illegalmente sul demanio marittimo. Una di esse è stata già abbattuta sul posto, mentre le altre quattro saranno rimosse nei giorni successivi, grazie a un finanziamento di 300.000 euro fornito dalla Regione Campania. Il gesto è presentato come il primo tassello di un più ampio piano di recupero ambientale e urbanistico.

L’operazione non è nata dal nulla: negli ultimi due anni le autorità hanno sequestrato ben 180 immobili nell’intero territorio comunale, dei quali 45 sono già stati demoliti, anche per iniziativa dei proprietari. Il censimento comprendeva abitazioni private, stabilimenti balneari, un villaggio turistico di 38 unità su circa 14.000 metri quadrati, un cantiere nautico e aree destinate al noleggio abusivo di attrezzature balneari. Inoltre, tre lidi sono stati identificati come collegati a soggetti legati alla criminalità organizzata, rafforzando la dimensione del contrasto all’abusivismo edilizio in zona.

Demolizioni sulla spiaggia di Destra Volturno

La demolizione odierna ha interessato un edificio situato direttamente sulla sabbia, che violava le norme sul demanio marittimo. Il procuratore generale Aldo Policastro e il procuratore locale Pierpaolo Bruni hanno sottolineato come l’intervento sia frutto di una cooperazione tra magistratura, amministrazione regionale e forze dell’ordine. Le altre quattro strutture, destinate ad essere rimosse nei prossimi giorni, includono una piccola abitazione e due chalet di proprietà privata, oltre a un capannone usato per il deposito di attrezzature da mare. La presenza delle forze dell’ordine ha garantito che i lavori si svolgessero senza incidenti, e il coordinamento con la Prefettura di Caserta ha assicurato il rispetto delle procedure burocratiche.

Il quadro più ampio del contrasto all’abusivismo a Castel Volturno

Il tavolo interistituzionale promosso dalla Procura Generale di Napoli, a cui partecipano la Procura di Santa Maria Capua Vetere, la Prefettura di Caserta, la Regione, il Comune di Castel Volturno e le varie forze di Polizia, è stato lo strumento chiave per gestire la complessa operazione. Grazie a questo meccanismo, le autorità hanno potuto mappare le aree occupate illegalmente, avviare i sequestri e dare avvio alle demolizioni. Il risultato è stato un passo significativo verso la legalità, ma i responsabili hanno ribadito che “abbattere non basta”: è indispensabile restituire il territorio alla collettività bonificando le zone liberate e impedendo nuove occupazioni.

Sequestri, demolizioni e autodemolizioni

Dei 180 immobili sequestrati, 45 sono già stati distrutti, includendo anche casi di autodemolizione da parte dei proprietari, che hanno evitato l’impiego di risorse pubbliche. Questo dato dimostra come la pressione istituzionale abbia spinto alcuni abitanti a conformarsi spontaneamente alle decisioni giudiziarie, riducendo i costi per lo Stato. Tuttavia, le autorità hanno segnalato che il numero di costruzioni da rimuovere resta elevato, soprattutto lungo la fascia costiera, dove l’impatto ambientale è più sensibile.

Verso una rinascita del litorale: progetti e investimenti

Il presidente della Regione CampaniaRoberto Fico presente in loco, ha definito l’abbattimento dei cinque edifici “un significativo passo in avanti”. Tuttavia, ha sottolineato che “Castel Volturno ha bisogno di investimenti seri”, invitando a trasformare le aree bonificate in spazi pubblici fruibili, in linea con i masterplan già avviati dall’assessore regionale Cuomo. Fico ha ricordato che la Regione ha recentemente istituito una Zona di Protezione Speciale di circa 4.000 ettari, includendo la località La Piana, dove è previsto un centro di permanenza per il rimpatrio, in conformità alle direttive della rete Natura 2000.

Tra i consiglieri regionali, la Forza italia ha espresso apprezzamento per le azioni intraprese: Angela Parente ha evidenziato la necessità di una programmazione stabile, di interventi di riqualificazione ambientale e di nuove opportunità turistiche per rilanciare l’economia locale. Dall’altro schieramento, il consigliere del Movimento 5 Stelle Raffaele Aveta ha rimarcato che “Castel Volturno è una priorità della Regione”, invitando a coniugare la tutela del patrimonio naturalistico con progetti di rigenerazione capace di generare posti di lavoro.

Il futuro del litorale, quindi, non si limita alla rimozione di costruzioni abusive, ma punta a una valorizzazione integrata del territorio: sicurezza, accessibilità alle spiagge, recupero della pineta, miglioramento dei collegamenti con il centro urbano e rispetto della foce del Volturno. Le autorità hanno promesso che, nei prossimi mesi, saranno destinati ulteriori fondi per bonificare le aree liberate, installare sistemi di monitoraggio e favorire l’intervento di imprese che operino nel rispetto dell’ambiente.

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