Un episodio di violenza e rapina ha scosso la tranquillità di San Felice a Cancello lo scorso agosto. Una donna di 75 anni è stata vittima di un’aggressione mentre camminava in via Roma, subito dopo essere uscita da un bar. L’episodio, che ha destato grande preoccupazione nella comunità locale, è stato rapidamente indagato dalla Polizia di Stato di Caserta, portando alla denuncia di un 18enne residente nel Napoletano.
L’aggressione e la fuga dei malviventi
La vittima, una donna di 75 anni, è stata avvicinata da un uomo che le ha strappato con violenza una parte della collana d’oro, alla quale era legata anche la fede nuziale del marito defunto. Durante l’aggressione, la donna è stata colpita al petto ed è caduta sul marciapiede, riportando ferite che hanno richiesto cure mediche in ospedale. Il malvivente è poi fuggito a bordo di un’auto bianca guidata da un complice che lo attendeva poco distante.
Il ruolo delle telecamere di sorveglianza
Gli agenti del Commissariato di Maddaloni hanno avviato immediatamente le indagini, concentrandosi sull’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza pubbliche e private presenti nella zona. Grazie ai filmati, è stato possibile individuare la targa dell’auto utilizzata per la fuga e ricostruire i movimenti dei due complici prima e dopo il colpo. Questo ha permesso agli investigatori di risalire all’identità del 18enne, riconosciuto sia dalla vittima che da un testimone attraverso un confronto fotografico.
Il passato del 18enne denunciato
Il giovane denunciato era già noto alle forze dell’ordine. Lo scorso aprile, infatti, era stato denunciato per truffa aggravata ai danni di un’altra anziana, fingendosi appartenente alle forze dell’ordine. Questo precedente ha ulteriormente aggravato la posizione del 18enne, che è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di rapina aggravata in concorso.
La Polizia di Stato di Caserta ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, che ha permesso di ricostruire rapidamente la dinamica dei fatti e di individuare il presunto responsabile. Questo episodio rappresenta un monito sulla necessità di vigilanza e protezione delle persone più vulnerabili, soprattutto in contesti urbani.



