Il prossimo sabato 10 ottobre, a partire dalle 17:00, la storica piazza del Popolo di Faenza diventerà il cuore pulsante di un evento che celebra il vino e le eccellenze gastronomiche della Romagna. La quinta edizione di “Faenza in un bicchiere” propone una serata ricca di degustazioni, concerti jazz e una serie di iniziative pensate per avvicinare il pubblico alla cultura enologica locale.
Nel contesto di questo appuntamento, il Consorzio Faenza C’entro presenta la novità dell’anno: il progetto WINE NOT? un incontro che mette in dialogo le nuove generazioni con il territorio, raccontando le storie di produttori, ristoratori e iniziative culturali che animano la città.
Faenza in un bicchiere 2026: programma e novità
Sotto i portici di piazza del Popolo si raduneranno più di ventiquattro cantine romagnole, da Cantina Tampieri Marco a Vini De Mastro, pronte a far assaggiare le loro etichette più rappresentative. I visitatori potranno orientare il proprio percorso scegliendo tra tre pacchetti degustazione: il “Cminzè…” (12 €) con tasca, calice e quattro ticket, il “Daj la mola cun l’Albäna” (15 €) che aggiunge un ticket per la selezione Albana Dèi, e il “Daj nèca” (12 €) per chi desidera un refill con cinque ticket extra.
I pacchetti degustazione e la selezione Albana Dèi
Il punto culminante della serata è la selezione Albana Dèi una degustazione collettiva dove il pubblico può assaggiare i candidati finalisti e votare il proprio preferito. Grazie al format “Assaggia e Vota”, gli ospiti vivono un’esperienza interattiva che valorizza il vigneto simbolo della Romagna e favorisce la scoperta di aromi, profili gustativi e storie dei produttori.
Wine Tour, stand gastronomici e musica live
Il Wine Tour promosso dall’Associazione Italiana Sommelier (AIS) Romagna, offre degustazioni guidate gratuite: basta presentare i ticket acquistati per ricevere consigli di esperti sommelier mentre si passeggia tra le varie cantine. Nei pressi della piazza, i locali convenzionati – Bar Moro, Voglia di Pizza, Corona e Rossini – propongono piatti take-away, dalla focaccia farcita alla pizza alla pala, passando per i tradizionali cappelletti da passeggio. Dalle 20:00, il palco si anima con il Zaccherini Zaniboni Organs Trio, seguiti dalle 21:30 da una jam session aperta a ospiti speciali.
Scoprire il Piemonte: itinerario tra città reali e Langhe
Dal fermento di Faenza, il viaggio prosegue verso il Piemonte, terra di palazzi sabaudi, castelli e vigneti famosi in tutto il mondo. Torino, con i suoi portici e i musei di livello internazionale, rappresenta il punto di partenza ideale: la stazione di Porta Nuova consente di raggiungere a piedi il centro storico, dove la Piazza Castello ospita il Palazzo Reale, l’Armeria Reale e il Palazzo Madama, custodi della storia dei Savoia. Il Museo Egizio e la Mole Antonelliana, sede del Museo Nazionale del Cinema, completano un percorso culturale che richiede almeno due ore di visita per essere assaporato appieno.
Le residenze reali: Venaria, Stupinigi e Racconigi
Le dimore sabaude si trovano a breve distanza da Torino e offrono una prospettiva diversa sulla regione. La Reggia di Venaria Reale è famosa per la sua imponente Galleria Grande e per i giardini decorativi, ideali per una giornata all’aperto. Stupinigi, con la sua elegante Palazzina di Caccia, richiede un mezzo di trasporto privato per essere raggiunta agevolmente, mentre Racconigi combina un castello reale con un ampio parco, perfetto per una sosta rilassante lungo il percorso verso le Langhe.
Le Langhe: Alba, La Morra e il territorio del Barolo
Nella zona collinare delle Langhe, Alba funge da hub per esplorare i vigneti di Nebbiolo e le tradizioni gastronomiche locali. Il centro storico, con la Cattedrale di San Lorenzo e la vivace via Maestra, invita a una passeggiata a piedi. Da qui, una breve discesa porta a La Morra, dove il belvedere di piazza Castello regala una vista panoramica sulle filari. I comuni di Barolo e Barbaresco propongono visite al WiMu – il museo del vino – e alle torri panoramiche, con degustazioni prenotate nelle cantine più rinomate. Un itinerario ben programmato consente di assaporare sia la cultura enologica sia l’architettura storica senza trasformare il viaggio in una corsa contro il tempo.



