Negli ultimi giorni il profilo ufficiale del comune di Pozzuoli ha pubblicato una nuova fotografia del sindaco Gigi Manzoni. L’immagine lo ritrae notevolmente più magro, con la pelle sbiadita e avvolto in un busto ingessato, un aspetto ben diverso dal consueto volto familiare. Il post, condiviso sia su Facebook che su Instagram, è stato accompagnato da una didascalia che ne elogiava la modernità digitale, ma subito molti utenti hanno notato delle incongruenze visive che hanno suscitato dubbi sulla sua veridicità.
Segnali di manipolazione: perché l’immagine ha destato sospetti
Gli osservatori più attenti hanno subito individuato alcuni indizi tipici di una creazione artificiale. La luce sul volto appare poco naturale, le proporzioni del viso risultano leggermente alterate e la texture della pelle è omogenea al punto da far pensare a un render digitale. Inoltre, il simbolo del Comune – il gonfalone con le sette torri, la corona e lo scudo – appare distorto: i dettagli araldici non corrispondono a quelli registrati nella versione ufficiale, creando un effetto di incoerenza immediata.
Dettagli della foto modificata
Una comparazione lato a lato tra la foto pubblicata e immagini precedenti del sindaco evidenzia una perdita di profondità nei lineamenti, sfumature di colore troppo uniformi e un contorno del capo leggermente più affusolato. Anche l’abbigliamento, sebbene identico nella descrizione, risulta più liscio, privo delle tipiche rughe di tessuto che caratterizzano le foto reali.
Conferma dei detector: l’AI è stata la responsabile
Per verificare le ipotesi, tre diversi AI detector sono stati impiegati da esperti indipendenti. Tutti e tre gli strumenti hanno restituito lo stesso risultato: la fotografia è stata generata interamente da algoritmi di intelligenza artificiale, probabilmente tramite un modello di generazione di immagini. La verifica ha dimostrato anche che il gonfalone, a differenza di quello originale, presenta delle variazioni nella corona e nei dettagli dello scudo, segni tipici di una ricostruzione digitale rapida e non supervisionata.
Risultati dei test di autenticità
I test hanno mostrato un alto indice di probabilità (>95%) di falsificazione, indicando che le pixelature caratteristiche di un’immagine reale sono state sostituite da algoritmi di deep learning. Inoltre, l’analisi dei metadati ha rivelato l’assenza di informazioni sulla fotocamera, un altro indizio comune nei contenuti prodotti da AI.
Il lavoro dietro le quinte: un team di comunicazione di quasi dieci persone
Il nuovo look digitale di Manzoni non è stato il frutto di un singolo gesto, ma di un vero e proprio effort di comunicazione. Il Comune di Pozzuoli dispone di un reparto composto da circa dieci professionisti: spin doctor, consulenti interni ed esterni, specialisti dei social media e altri ruoli di supporto. L’obiettivo dichiarato sembrava quello di rinnovare l’immagine istitionale, ma l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale ha finito per sollevare interrogativi sulla trasparenza e sull’autenticità delle informazioni veicolate.
Struttura del gruppo comunicativo
Il team include un responsabile di comunicazione, due consulenti di branding, tre analisti dei dati social, due creativi per la grafica e due esperti di copywriting. La decisione di ricorrere all’AI è stata presa in una riunione interna, ma non è stata comunicata alcun avviso al pubblico, né è stata indicata la natura sintetica del contenuto.
Ripercussioni e riflessioni sulla trasparenza istituzionale
Il caso ha acceso un dibattito sulla corretta gestione delle immagini nei canali istituzionali. Se da un lato l’adozione di tecnologie innovative può rappresentare un vantaggio competitivo, dall’altro la mancanza di chiarezza sull’origine del materiale rischia di minare la fiducia dei cittadini. Alcuni residenti di Pozzuoli hanno espresso preoccupazione, chiedendo al Comune di fornire spiegazioni e di garantire che le future comunicazioni rispettino i principi di veridicità e responsabilità.
Proposte dei cittadini
Le istanze più diffuse includono la richiesta di un registro pubblico delle immagini utilizzate, la creazione di linee guida per l’uso di AI nella comunicazione istituzionale e la promozione di sessioni informative per chiarire i limiti e le potenzialità di tali tecnologie. In attesa di una risposta ufficiale, la questione resta al centro dell’attenzione mediatica locale.



