Nel quartiere di Pianura si è sviluppata una guerra per il controllo delle piazze di spaccio che ha visto emergere un nuovo soggetto criminale guidato da Luca Musto. Nato dalle ceneri del gruppo legato al ras Massimiliano Santagata, il sodalizio ha sfruttato i vuoti lasciati dalle inchieste contro le famiglie Calone-Esposito-Marsicano per imporsi sul mercato locale.
La vicenda è costellata di violenze, intimidazioni e intercettazioni raccolte nella lunga attività investigativa coordinata dalla Procura di Napoli e condotta dalla Squadra mobile della questura di Napoli insieme alla Dda. Tra gli episodi documentati ci sono aggressioni fisiche in strada, minacce sotto casa e perfino un ordigno collocato davanti al portone di un rivale.
L’organizzazione di Luca Musto e la piazza di via Luigi Santamaria
Il fulcro operativo del gruppo Musto era la piazza di spaccio in via Luigi Santamaria, dove venivano distribuiti cocaina, marijuana e hashish attraverso un sistema di delivery consolidato. Corrieri e pusher identificati nelle indagini sono Ciro Battista, Emanuele Marotta, Cristian Cacace, Claudio Riccardo Garavini, Vincenzo Cimmino, Elia Seta e Antonio Izzo: figure imputate di aver svolto ruoli logistici e di vendita all’interno della rete.
Il sistema era strutturato in turni e consegne organizzate, con modalità che gli investigatori descrivono come imprenditoriali. L’attività di alcuni corrieri è emersa in intercettazioni nelle quali si parla apertamente di guadagni e difficoltà economiche: in un passaggio il corriere Vincenzo Cimmino afferma “Io se mi metto con 5 grammi di cocaina e 5 grammi di crack ‘o frat… io abbusco duecento euro al giorno…“
Il ruolo dei corrieri e le consegne
La logistica delle consegne è confermata da telefonate in cui si negozia perfino il prestito temporaneo di un motorino: “Se ti vuoi abbuscare i 15 euro mi devi dare un attimo il motorino 10 minuti e ci vado a prendere il pezzo ed abbuschi 15 euro“. Queste frasi illustrano il funzionamento quotidiano del circuito, dove piccoli importi e quantità (come i 5 grammi citati) costituiscono l’unità minima dell’attività di spaccio su strada.
Conflitti, aggressioni e la contrapposizione con Perfetto e Lago
La nascita e l’espansione del gruppo Musto non sono passate inosservate agli altri attori criminali del quartiere. In particolare la contrapposizione è esplosa con il clan Perfetto e il clan Lago. L’episodio che ha acceso ulteriormente la tensione riguarda l’aggressione subita dal 25enne soprannominato “Luchetto” nel vicoletto Chiesa all’inizio di gennaio 2025; subito dopo il giovane si è recato sotto l’abitazione del rivale Mario Fiscarelli, braccio destro del ras Mattia Perfetto, per proferire insulti e minacce.
Un altro episodio grave emerso nelle indagini riguarda un ordigno piazzato davanti al palazzo in cui abitava il capo rivale del clan Lago: per questo fatto sono emersi elementi che hanno portato a indagini su un 48enne accusato di responsabilità legate all’attentato esplosivo. La violenza si è tradotta anche in una serie di “stese” e intimidazioni che, secondo gli investigatori, hanno caratterizzato la fase di scontro aperto tra le organizzazioni.
Scarcerazione di Mattia Perfetto e escalation
La scarcerazione di Mattia Perfetto ha segnato una fase di escalation: secondo l’indagine il suo ritorno ha favorito una reazione e un riassetto delle alleanze sul territorio, con richieste estorsive e tentativi di imporre quote sui guadagni degli altri gruppi. Le tensioni hanno portato a una lunga serie di episodi violenti che le forze di polizia hanno cercato di ricostruire e contrastare nelle operazioni successive.
Le investigazioni coordinate dalla Dda, insieme alla Squadra mobile e alla sezione Criminalità organizzata, hanno ricostruito ruoli, dinamiche e responsabilità, portando all’individuazione dei protagonisti della faida e delle piazze coinvolte. Il quadro è quello di un mercato della droga radicato nel quartiere, dove vecchie famiglie e nuovi gruppi si confrontano per il controllo delle risorse illecite.



