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Il calcio italiano piange Sandro Mazzola: tributi e ricordi

Il calcio italiano saluta la leggenda Sandro Mazzola: tributi dei club, minuto di silenzio e i suoi grandi trionfi.

Il calcio italiano piange Sandro Mazzola: tributi e ricordi

Il Sandro Mazzola capitano storico della Grande Inter e punto di riferimento della Nazionale italiana, è scomparso a 83 anni. La notizia ha subito generato un’ondata di cordoglio che ha investito non solo il club nerazzurro, ma l’intero panorama calcistico italiano.

Nel corso della mattinata del 19 settembre, svariate società hanno espresso il proprio lutto sui canali social, ricordando l’uomo che ha segnato un’intera epoca del calcio. Dai titolari di Serie A ai club minori, tutti hanno voluto condividere un pensiero, sottolineando la portata di una figura che, nonostante il peso di un cognome leggendario, è riuscita a costruire una propria identità sportiva.

Tributi dei principali club italiani

Lazio e Atalanta

La Lazio ha pubblicato un comunicato in cui esprime il suo “profondo cordoglio” per la scomparsa di una leggenda del calcio italiano, mentre l’Atalanta ha sottolineato il valore straordinario di Mazzola come protagonista indiscusso della storia sportiva nazionale, inviando le più sentite condoglianze alla famiglia.

Genoa, Milan e Juventus

Il Genoa ha ricordato l’ex avversario leale, la “bandiera dell’Inter” e ha menzionato il suo breve ruolo da General Manager nella stagione 1985/86. Il Milan ha definito Mazzola “rivale storico e leale”, mentre la Juventus lo ha celebrato come “gentleman” e simbolo di classe e passione per il gioco.

Altri club: Roma, Empoli, Fiorentina, Monza, Napoli

La Roma ha espresso cordoglio per la perdita di una leggenda, l’Empoli ha offerto vicinanza alla famiglia, la Fiorentina ha partecipato con sincera partecipazione, il Monza ha sottolineato il ruolo fondamentale di Mazzola nella vittoria europea del 1968, e il Napoli ha inviato il proprio dolore al club nerazzurro e alla famiglia Mazzola.

Minuto di silenzio indetto dalla FIGC e il discorso di Giovanni Malagò

Il presidente della FIGC Giovanni Malagò, ha annunciato che, prima dell’inizio di tutte le gare di Serie A e del campionato Primavera del weekend, verrà osservato un minuto di silenzio in memoria di Sandro Mazzola. Le bandiere resteranno a mezz’asta presso la sede federale di Roma e il centro tecnico di Coverciano, simbolo di rispetto verso una delle figure più amate del calcio italiano.

Nel comunicato, Malagò ha definito Mazzola “una leggenda, una delle figure che hanno contribuito a rendere grande il nostro calcio nel mondo”. Ha evidenziato il carattere di capitano, la capacità di attraversare le epoche e l’importanza di aver trasformato il cognome Mazzola in una storia di talento, coraggio e umanità, aggiungendo che ora l’ex campione è ritornato accanto al padre, Valentino, scomparso nella tragedia di Superga.

Il percorso di un’icona: dalla nascita a Inter alla gloria europea

Le radici nel Grande Torino

Figlio di Valentino Mazzola capitano del Grande Torino tragicamente perito a Superga nel 1949, Sandro è cresciuto sotto l’ombra di un mito prima ancora di conoscerlo. Nonostante la giovane età, ha trasformato quel peso in motivazione, entrando nell’oratorio di San Lorenzo a Milano e venendo scoperto da Benito Lorenzi, che ha riconosciuto il suo talento precoce.

I successi con la Grande Inter

Debuttò in prima squadra sotto la guida di Helenio Herrera partecipando alla famosa “partita dei ragazzi” contro la Juventus (10 giugno 1961) e segnando il suo primo gol nella massima serie. Da quel momento, divenne il fulcro dell’attacco nerazzurro, contribuendo a quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni (1964, 1965) e due Coppe Intercontinentali (1964, 1965). Il suo ruolo di mezzala o centravanti gli permise di combinare visione tattica, dribbling e fiuto di gol, culminando nella doppietta della finale di Vienna del 1964 contro il Real Madrid.

Nel corso della carriera collezionò 565 presenze ufficiali, 158 reti, fu capocannoniere di Serie A nel 1965 (17 gol) e di Coppa dei Campioni nel 1964 (7 gol). Nel 1971 si piazzò al secondo posto nel Pallone d’Oro dietro a Johan Cruyff, testimonianza della sua importanza a livello mondiale. Dopo il ritiro, rimase legato all’Inter come dirigente e ambasciatore, partecipando a cerimonie e viaggi con i nuovi campioni, dal Fenomeno Ronaldo alle stelle attuali come Lautaro Martínez.

Il ricordo di Sandro Mazzola rimane vivissimo tra i tifosi nerazzurri e gli addetti ai lavori: la sua figura è considerata una bandiera eterna un modello di lealtà e di eccellenza sportiva che ha saputo accompagnare più generazioni di appassionati.

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