16 Giugno 2026 ☁ 23°

Il Castello delle Cerimonie chiude: revocate le licenze della Sonrisa a Sant’Antonio Abate

La Sonrisa, il celebre Castello delle Cerimonie fondato da don Antonio Polese, ha visto la revoca delle licenze dopo la decisione del Consiglio di Stato: prefetto e sindaca si sono incontrati per discutere procedure amministrative e le ricadute occupazionali per oltre cento lavoratori.

Il Castello delle Cerimonie chiude: revocate le licenze della Sonrisa a Sant’Antonio Abate

La vicenda della Sonrisa, conosciuta anche come Castello delle Cerimonieha raggiunto una svolta decisiva il 16 giugno 2026, quando è entrata in vigore l’ultima pronuncia del Consiglio di Stato. Dopo quaranta anni di attività la struttura non può più esercitare le funzioni di hotel e ristorante: le prenotazioni sono state sospese e, questa mattina, le autorità locali hanno cominciato a coordinare le misure amministrative necessarie.

La chiusura, effetto di un contenzioso che ruota attorno alla lottizzazione abusiva dei suoli su cui sorge la Sonrisa, ha spinto il prefetto di Napoli, Michele di Baria incontrare ieri la sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnaleper fare il punto sulle procedure per la revoca delle autorizzazioni. Nel frattempo i dipendenti e i rappresentanti della proprietà stanno affrontando le conseguenze pratiche e giudiziarie della decisione.

Decisione amministrativa e conseguenze immediate

La sentenza che ha reso esecutiva lo stop alle attività proviene dalla recente pronuncia del Consiglio di Statoconfermando provvedimenti che portano alla revoca delle licenze per svolgere attività ricettiva e di ristorazione. La misura segue il trasferimento della proprietà al patrimonio pubblico, avvenuto dopo il procedimento di confisca del complesso. A seguito di questo passaggio, il Comune di Sant’Antonio Abate ha avviato i provvedimenti amministrativi volti a sospendere le autorizzazioni necessarie per le cerimonie e per la gestione dell’hotel.

Effetti pratici sul calendario delle cerimonie

La decisione è caduta proprio all’inizio della stagione estiva, tradizionalmente il periodo di maggior lavoro per la struttura. Ieri sera sono state celebrate le ultime cerimonie autorizzate prima dell’entrata in vigore della revoca: da oggi non sono più possibili ricevimenti, banchetti o eventi privati al Castello. Per provare a limitare i disagi, la famiglia Polese ha cercato di spostare gli eventi già prenotati presso altre location del territorio, ma l’interruzione delle attività ha comunque effetti immediati sull’indotto locale.

Impatto sui lavoratori e profili giudiziari ancora aperti

La chiusura della Sonrisa solleva preoccupazioni occupazionali concrete: sono oltre cento lavoratori fra dipendenti diretti, collaboratori e addetti all’organizzazione degli eventi che ora guardano con apprensione al loro futuro. Questa mattina una delegazione del personale ha incontrato il prefetto Michele di Bari per richiamare l’attenzione sulla necessità di tutele e per chiedere informazioni sui tempi e sulle procedure che seguiranno alla revoca delle licenze.

Ricorsi, Tar Campania e indennità al Comune

Sul versante giudiziario la partita non è chiusa: la famiglia Polese ha presentato ricorsi al Tar Campania e appelli che hanno cercato, senza successo nella fase cautelare, di sospendere gli effetti delle misure comunali. Venerdì scorso è stata respinta un’istanza cautelare che avrebbe potuto congelare la revoca immediata; la discussione nel merito è stata rinviata al prossimo luglio. Nel frattempo i componenti della famiglia rimangono occupanti senza titolo di alcuni immobili del complesso e versano al Comune un’indennità mensile di circa 39 mila euro per l’uso dei beni che ora appartengono all’ente pubblico.

Resta inoltre aperto il fronte penale: è in corso un iter giudiziario che ha portato alla confisca definitiva e che sarà oggetto di ulteriori passaggi processuali, compresa un’istanza di revisione e ricorsi a istanze superiori. La complessità delle procedure amministrative e giudiziarie rende incerto il calendario per eventuali sviluppi favorevoli alla famiglia proprietaria.

La Sonrisa non è stata soltanto una sala ricevimenti: per decenni il complesso è stato un punto di riferimento per le cerimonie in Campania e un fenomeno mediatico grazie alla notorietà del suo fondatore, don Antonio Polese. Dietro la riconoscibilità pubblica si nascondono ora questioni economiche rilevanti: la sospensione dell’attività rischia di compromettere la stagione e di generare effetti a catena sull’economia locale, fino ad arrivare a ricadute sul reddito di molte famiglie che si reggevano sull’indotto degli eventi.

Per ora l’amministrazione comunale, il prefetto e le autorità giudiziarie continuano a coordinarsi sulle procedure: la revoca delle autorizzazioni è esecutiva, le prenotazioni sono bloccate e il futuro della struttura rimane legato agli sviluppi dei ricorsi in corso. Nel frattempo lavoratori e comunità osservano con attenzione le mosse che decideranno il destino del Castello delle Cerimonie.

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