Nel cuore del Rione Sanità una piccola opera lignea è tornata a raccontare la storia di un artista che ha lasciato un segno indelebile nella città: si tratta della scultura in legno di tiglio raffigurante Totò, realizzata nel 1996 dal maestro Luigi Buommino, che dopo un lungo intervento di restauro è stata ricollocata in una nicchia di via Arena, davanti al locale La Taverna di Totò e accanto al grande murale che ritrae il principe della risata insieme a Peppino De Filippo nella scena de La guardia degli onesti. La cerimonia pubblica ha richiamato residenti, appassionati e familiari, segnando un momento di riconnessione tra arte, memoria e comunità.
Alla manifestazione era presente Elena Anticoli De Curtis, nipote dell’attore nato nel quartiere di Sanità, che ha assunto il ruolo simbolico di «custode» dell’opera donata al rione. La figura della nipote emerge oggi come ponte tra passato e presente: non solo custode della scultura ma anche ambasciatrice delle storie che circondano Antonio De Curtis. La riapertura della nicchia in via Arena è così diventata l’occasione per ribadire l’importanza della memoria pubblica e della cura dei luoghi che conservano le tracce dell’identità cittadina.
La scultura e il restauro
L’opera di Buommino, realizzata in legno di tiglio nel 1996, ha attraversato anni di esposizione e degrado fino al recente intervento conservativo che le ha restituito leggibilità e dignità espositiva. Il ritorno nella nicchia è stato accompagnato da un piccolo rito di consegna alla comunità: la scultura ora dialoga visivamente con il murale celebrativo e con le attività commerciali limitrofe, creando un micro-polo culturale nella zona. Questo riposizionamento è visto come un segnale di attenzione verso il patrimonio diffuso, un esempio di come un oggetto d’arte possa vivere nuovamente grazie a un lavoro congiunto tra artisti, parenti e associazioni locali.
Luigi Buommino e il legame con il quartiere
Il maestro Luigi Buommino ha scelto di donare l’opera alla Sanità, gesto che Elena ha sottolineato come testimonianza d’affetto per il luogo di nascita del nonno. La collocazione in via Arena rende evidente il rapporto tra arte e comunità: la scultura, pur di dimensioni contenute, assume valore simbolico per i residenti e per i visitatori. Elena ha espresso gratitudine verso Buommino per aver affidato al rione un pezzo della memoria collettiva, ribadendo che il mantenimento dell’opera richiede impegno continuo e partecipazione locale.
Radici familiari e percorso di vita
La storia personale di Elena Anticoli De Curtis contribuisce a dare profondità all’iniziativa: nata nel 1969 in Sudafrica, a due anni dalla scomparsa di Antonio De Curtis, Elena ha vissuto l’infanzia all’estero, trasferendosi a Montecarlo all’età di nove anni e arrivando a Roma a diciotto, quando ha cominciato a riscoprire più da vicino le radici italiane e la figura del nonno. Figlia di Liliana De Curtis, unica figlia di Totò, e di Sergio Anticoli, Elena ha ereditato da sua madre la missione di mantenere viva la memoria artistica e umana della famiglia, trasformandola progressivamente in un impegno pubblico.
Il ruolo di custode e gli intenti futuri
Nel corso della cerimonia Elena ha raccontato quanto sia importante per lei essere vicina alla comunità della Sanità: ha definito il giorno dell’inaugurazione come un momento che conserverà nel cuore e ha accettato la responsabilità di «custode» dell’opera del maestro Buommino. Ha inoltre chiarito che il suo interesse non è limitato alla conservazione della sola effigie del nonno, ma riguarda un impegno più ampio per il quartiere, finalizzato a valorizzare le sue memorie e a favorire iniziative culturali condivise. Questo approccio intende unire affetto privato e responsabilità pubblica.
Il tour esperienziale e la promozione della memoria
Il restauro e la ricollocazione della scultura si inseriscono in un percorso più ampio: Elena è infatti protagonista del tour intitolato “Antonio de Curtis, dalla Sanità a Totò”, una passeggiata esperienziale curata dalla guida Giovanna Moresco per l’Associazione Getta La Rete. L’itinerario combina tappe storiche, aneddoti familiari e luoghi simbolici, offrendo ai partecipanti uno sguardo intimo sulla vita dell’artista e sul contesto sociale che lo ha formato. Il progetto è pensato per coinvolgere tanto i residenti quanto i turisti interessati a scoprire una Napoli meno nota ma ricca di memoria e cultura.
In sintesi, la cerimonia al Rione Sanità ha ricomposto pezzi di memoria intorno a una scultura che oggi assume il ruolo di segnale culturale: con Elena Anticoli De Curtis a fare da ponte tra famiglia e comunità, l’opera di Buommino non è soltanto un tributo a Totò ma anche uno stimolo per promuovere iniziative che mantengano vive le radici del quartiere e la narrazione collettiva.