Le forze dell’ordine hanno arrestato oggi, 13 giugno, a Casalnuovo un uomo di 50 anni originario di Napoli, gravemente indiziato di ruoli nel clan Continidopo mesi di latitanza. L’uomo si era reso irreperibile il 3 marzo durante l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 39 indagati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
L’operazione è stata eseguita su delega del Procuratore Distrettuale e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafiacon il coinvolgimento della Polizia di Stato e del Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli. L’aggiornamento unifica i dettagli già noti con gli sviluppi operativi più recenti. Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026.
La cattura a Casalnuovo e gli enti coinvolti
Le ricerche hanno portato gli investigatori a localizzare il 50enne nel comune di Casalnuovo (NA)dove è scattato il fermo. La Squadra Mobile di Napoli e i Carabinieri hanno operato sul campo, mentre la S.I.S.C.O. di Napoli e il Servizio centrale operativo hanno fornito supporto tecnico e di intelligence. L’approccio ha combinato appostamenti e pedinamenti con strumenti tecnologici in grado di restringere il perimetro degli spostamenti del ricercato e individuare le sue abitudini logistiche.
La cattura viene valutata come un passaggio significativo nel contrasto alla criminalità organizzata su Napoli e provincia. L’arresto ha interrotto la latitanza iniziata con l’operazione del 3 marzo, quando l’indagato era sfuggito all’esecuzione della misura cautelare collettiva, riguardante 39 soggetti ritenuti parte delle reti del clan Contini.
Il provvedimento del 3 marzo e il quadro giudiziario
L’ordinanza emessa dal GIP di Napoli ha inquadrato un insieme di posizioni soggettive legate al traffico di sostanze stupefacenti. La misura cautelare eseguita oggi per il 50enne rimane inserita nella fase delle indagini preliminari. L’impianto accusatorio potrà essere impugnato e gli interessati restano presunti innocenti sino a sentenza definitiva, con pieno esercizio delle garanzie difensive e degli strumenti di impugnazione previsti dal codice di rito.
Gli atti ricostruiscono una struttura criminale dotata di articolazioni territoriali coordinate con la catena di comando centrale. L’intervento odierno si salda con il più ampio filone investigativo, che ha messo a fuoco le dinamiche del narcotraffico e del racket delle estorsioni su ambiti cittadini e dell’hinterland, individuando ruoli, competenze operative e canali di approvvigionamento e distribuzione.
Ruolo attribuito nel rione S. Alfonso (‘o Connolo)
Secondo gli elementi raccolti, l’indagato avrebbe ricevuto dai vertici del clan Contini l’incarico di sovrintendere ad attività illecite a Poggiorealecon riferimento al rione S. Alfonsonoto in città come “‘o Connolo”. La presunta funzione delineata dagli investigatori è quella di referente localecoordinare gli affiliati, gestire i proventi e mantenere i contatti con i livelli apicali del sodalizio. Tale assetto si inserisce nella cornice della cosiddetta Alleanza di Secondiglianoconfederazione che comprende i clan ContiniLicciardi e Mallardoattiva in aree estese della città.
Il controllo del territorio, descritto come strutturato in articolazioni autonome ma collegate, avrebbe consentito la continuità delle attività delittuose anche in presenza di operazioni di polizia. L’arresto odierno incide su questo equilibrio, privando l’organizzazione di un presunto nodo di raccordo tra base operativa e vertice.
Metodo d’indagine e impatto operativo
L’attività ha combinato tecniche tradizionali con strumenti tecnologici di osservazione, risultate decisive per tracciare gli spostamenti e ridurre il raggio d’azione del ricercato. La cooperazione tra Squadra MobileCarabinieriS.I.S.C.O. e Servizio centrale operativo ha creato un flusso informativo continuo, funzionale alla localizzazione finale a Casalnuovo. L’arresto costituisce un esito operativo tangibile dell’azione coordinata della DDA.
Il caso rientra nelle iniziative di contrasto ai reati associativi e al traffico di stupefacenti su Napoli e provincia, dove le strutture criminali mostrano adattabilità e resilienza. L’esecuzione della misura prosegue ora nel rispetto delle garanzie proceduralicon eventuali ulteriori sviluppi investigativi e processuali in relazione al procedimento che ha già coinvolto 39 indagati.


