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Morte di Stefano Addeo: il docente di Marigliano era ricoverato all’Ospedale del Mare

È deceduto Stefano Addeo, il professore di Marigliano che un anno fa era finito nella bufera per un post indirizzato alla figlia di Giorgia Meloni; ricoverato in terapia intensiva all'Ospedale del Mare dopo il tentativo di suicidio del 10 maggio, è morto per arresto cardiaco

Morte di Stefano Addeo: il docente di Marigliano era ricoverato all’Ospedale del Mare

Il 9 giugno 2026 è stato reso noto il decesso di Stefano Addeodocente originario di Marigliano e insegnante al Liceo Scientifico Medi di Cicciano. Dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale del Mare di Napoli dal 10 maggio per le conseguenze di un tentativo di suicidio, Addeo è morto a seguito di un arresto cardiaco.

La storia personale e professionale dell’insegnante era rimasta al centro dell’attenzione pubblica per oltre un anno a causa di un post pubblicato sui social che aveva preso di mira la figlia della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il caso aveva acceso dibattiti e scatenato ripercussioni che, secondo quanto emerso, hanno inciso sulla sua condizione emotiva e sulle sue vicende personali.

Il ricovero e il decesso all’Ospedale del Mare

La caduta avvenuta il 10 maggio da una finestra della sua abitazione a Mariglianoda un’altezza di circa due metriaveva reso necessario l’intervento dei soccorsi. Sul posto erano intervenuti i Carabinieri e il 118che dopo le prime cure hanno trasferito il docente all’Ospedale del Mare dove era stato ricoverato in terapia intensiva. Inizialmente il trasferimento era avvenuto con il paziente cosciente, ma nelle settimane successive le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso per arresto cardiaco dichiarato nelle ultime ore.

La Procura di Napoli è stata informata dagli organi di polizia, e la salma è stata successivamente restituita ai familiari. Il quadro clinico che ha portato al decesso viene descritto in relazione a un aggravamento delle condizioni di salute seguito al trauma della caduta e agli eventi precedenti che avevano coinvolto il professore.

La vicenda del post e le conseguenze pubbliche e personali

La notorietà di Addeo è legata a un episodio esploso in giugno 2026quando un messaggio pubblicato sui social gli costò l’indignazione dell’opinione pubblica e una serie di sanzioni disciplinari che ne alterarono la vita professionale. Nel post il docente aveva augurato alla figlia della premier una sorte analoga a quella di Martina Carbonarola ragazza di Afragola uccisa a 14 anni da un coetaneo di 19 anni; la vicenda aveva suscitato forti reazioni e una vasta eco mediatica.

Nei giorni successivi allo scandalo, Addeo spiegò il gesto con parole di pentimento: «È stato un gesto stupido, scritto d’impulso.» e ribadì il rimorso per il contenuto del post aggiungendo che «non si augura mai la morte, soprattutto a una bambina». Nonostante le scuse pubbliche, il post portò alla sua sospensione dall’insegnamento e a una forte esposizione sui social e sui media che, a quanto si apprende, contribuirono a una condizione di crescente fragilità emotiva.

Precedenti tentativi e stato emotivo

Non si trattò del primo episodio autolesionistico dopo l’esplosione del caso. Dopo la pubblicazione del post, Addeo aveva già attraversato momenti di profonda difficoltà che sfociarono in un primo tentativo di togliersi la vita: in quell’occasione era intervenuta la dirigente scolastica, che aveva avvertito i soccorsi, consentendo il salvataggio del professore. Il susseguirsi di polemiche, la sospensione dal lavoro e la pressione pubblica vennero indicate come fattori di forte stress emotivo.

Nei mesi successivi il docente aveva espresso il desiderio di incontrare la presidente del Consiglio per poter chiedere scusa di persona, sottolineando al contempo di non voler rinnegare le sue idee politiche pur riconoscendo la gravità del linguaggio usato. Il caso restò nell’agenda pubblica per oltre un anno e, fino al peggioramento delle sue condizioni, continuò a essere associato alla sua figura.

Impatto locale e ricadute sul territorio

A Marigliano e nei comuni limitrofi come Cicciano la notizia della morte ha suscitato reazioni mediate dal ricordo di un insegnante conosciuto nella comunità. Lavorando al Liceo Scientifico Medi di CiccianoAddeo era noto anche per il rapporto con gli studenti: nei messaggi diffusi durante la vicenda aveva sottolineato che in classe non faceva politica e che i suoi ragazzi lo stimavano, tentando così di separare l’evento mediatico dalla quotidianità dell’insegnamento.

La storia di Addeo rimane un caso che unisce dimensione pubblica e privata: dall’uso dei social alla responsabilità personale, passando per gli effetti sulla salute mentale di chi viene al centro di una controversia. Le istituzioni competenti sono state informate e le autorità giudiziarie hanno seguito le fasi successive alla caduta del docente, fino alla restituzione della salma ai familiari.

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