Una colonna di fumo scuro ha oscurato il cielo su ampie porzioni di Napoli, da San Giovanni a Chiaia fino al Vomero, a causa dell’incendio scoppiato sulla nave GNV Phoenix, all’ancora presso il molo 29/30 del Porto di Napoli. L’unità, ferma in cantiere per lavori di manutenzione, è una nave di grandi dimensioni: lunga 214 metri, con una stazza lorda di 35.736 tonnellate e una capacità fino a 2.700 passeggeri. L’allarme è stato segnalato nella serata e le operazioni di spegnimento sono state subito attivate.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo è partito nella zona poppiera dell’imbarcazione e ha portato a temperature molto elevate sullo scafo, complicando le attività di contenimento. La nave, precedentemente nota come Athara e acquisita da GNV – Grandi Navi Veloci lo scorso aprile (annuncio il 17 aprile), si trovava in banchina per interventi tecnici e non trasportava passeggeri al momento dell’incendio.
L’incendio e le operazioni di soccorso
Appena scattato l’allarme, intorno alle 18.50 di mercoledì 27 maggio, le squadre dei Vigili del fuoco sono intervenute con unità speciali e mezzi antincendio in acqua. In supporto sono state impiegate una motovedetta specializzata e tre rimorchiatori, impegnati per tutta la notte nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area portuale. Le alte temperature sviluppate nello scafo hanno reso più difficile l’approccio diretto alle fiamme, imponendo strategie mirate di raffreddamento e bonifica.
Mezzi e strategie sul posto
La risposta è stata coordinata con l’obiettivo di contenere l’incendio e prevenire danni strutturali alla nave e al porto. I soccorritori hanno utilizzato equipaggiamenti specifici per interventi su grandi imbarcazioni e mezzi navali per operare dai lati dello scafo. Per ragioni di sicurezza, la Capitaneria di Porto ha disposto la chiusura temporanea del traffico marittimo tra il Molo Beverello e Calata Porta di Massa, con navi in arrivo deviate o in attesa al largo.
Impatto sulla qualità dell’aria e monitoraggi
Le autorità locali hanno subito posto attenzione al possibile impatto atmosferico dovuto alla combustione di materiali di bordo. La Prefettura ha convocato il Centro coordinamento soccorsi e l’Arpac (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campania) ha avviato monitoraggi specifici per misurare sostanze potenzialmente pericolose come diossine, furani e policlorobifenili. Per le analisi è stato posizionato nei pressi del molo un campionatore ad alto flusso, strumento progettato per rilevare particelle e inquinanti in atmosfera durante episodi acuti.
Risultati preliminari e prossime verifiche
I dati iniziali provenienti dalla rete delle stazioni fisse di monitoraggio, con aggiornamento tra le ore 21 e 22, non hanno mostrato al momento valori anomali riconducibili all’incendio nelle aree urbane. Tuttavia, i tecnici hanno sottolineato che le valutazioni verranno aggiornate in base all’evoluzione delle operazioni e ai campionamenti approfonditi, per verificare l’eventuale dispersione di composti tossici e orientare eventuali provvedimenti di salute pubblica.
Indicazioni per i residenti e misure precauzionali
In coordinamento con l’ASL Napoli 1 Centro, l’Amministrazione comunale ha diramato raccomandazioni rivolte ai cittadini delle aree più vicine al Molo del Carmine e a quelle potenzialmente esposte alla direzione dei venti. Si invita la popolazione a mantenere chiuse porte e finestre, a spegnere impianti di condizionamento e ricircolo dell’aria, e a evitare di sostare all’aperto su balconi o terrazze per osservare la colonna di fumo, poiché le correnti potrebbero trasportare particelle irritanti per le vie respiratorie.
È inoltre consigliato non stendere biancheria all’aperto e limitare l’esposizione di persone fragili come anziani, bambini e soggetti con patologie respiratorie. Le autorità locali continueranno a informare la cittadinanza sull’andamento dei monitoraggi e sulle eventuali misure successive; nel frattempo, le operazioni di spegnimento e bonifica proseguiranno fino al completo controllo del rogo.