16 Settembre 2026 🌤 20°

Protesta dei detenuti ad Avellino: la notte di tensione per l’acqua calda

Una notte di tensione nella Casa Circondariale di Avellino: detenuti in protesta per l'acqua calda. Scopri i dettagli e le richieste urgenti del sindacato.

Protesta dei detenuti ad Avellino: la notte di tensione per l’acqua calda

Una notte di tensione ha segnato la Casa Circondariale di Avellino. Nella tarda serata di ieri, un gruppo di detenuti della sezione comuni ha dato vita a una protesta che ha rischiato di degenerare. La mancanza di acqua calda nelle celle è stata la scintilla che ha acceso la tensione, portando a momenti di alta criticità.

Secondo quanto riferito dal delegato della UILFP Polizia Penitenziaria Fabio Ciampi, l’episodio si è verificato intorno a mezzanotte. I detenuti, utilizzando un carrello portavivande in acciaio, hanno tentato di abbattere uno sbarramento, ma il tempestivo intervento degli agenti in servizio ha evitato conseguenze più gravi.

La protesta e l’intervento degli agenti

La situazione è stata descritta come critica e ad alta tensione. I detenuti, insoddisfatti delle condizioni igienico-sanitarie, hanno cercato di manifestare il loro malcontento in modo violento. Tuttavia, la Sorveglianza Generale insieme a pochi colleghi presenti in servizio, è riuscita a riportare la situazione sotto controllo con professionalità e prontezza.

Fabio Ciampi ha sottolineato che gli agenti hanno vissuto momenti di alta tensione ma nonostante le difficoltà operative e la carenza di personale, hanno dimostrato grande professionalità. “I colleghi hanno affrontato la situazione con sangue freddo, evitando che potesse degenerare”, ha dichiarato Ciampi.

Le richieste del sindacato

La UILFP Polizia Penitenziaria ha espresso preoccupazione per la situazione all’interno del carcere. Raffaele Troise, responsabile del sindacato, ha parlato di una situazione arrivata al limite. “Il sovraffollamento ha raggiunto livelli insopportabili e il personale è costretto a lavorare in condizioni sempre più difficili”, ha affermato Troise.

Il sindacato ha richiesto interventi immediati per affrontare il problema del sovraffollamento, la sicurezza dei reparti e le condizioni di lavoro del personale. “Non possiamo continuare a chiedere agli agenti di fronteggiare ogni situazione senza intervenire sulle cause che generano tensioni”, ha aggiunto Troise.

Troise ha anche evidenziato la necessità di adottare provvedimenti adeguati per i detenuti che si rendono protagonisti di comportamenti gravi e destabilizzanti. “L’Amministrazione deve assumersi la responsabilità di adottare provvedimenti adeguati, compreso l’allontanamento dalla struttura penitenziaria quando ne ricorrono i presupposti”, ha dichiarato.

Un elogio agli agenti

Nonostante le difficoltà, il sindacato ha voluto elogiare pubblicamente gli agenti intervenuti. “Alla Sorveglianza Generale e a tutti i colleghi che erano in servizio va il nostro plauso e il nostro più sincero ringraziamento. Hanno dimostrato cosa significa essere Polizia Penitenziaria: professionalità, coraggio e capacità di gestire situazioni estremamente delicate”, ha concluso Troise.

L’episodio rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme per la Casa Circondariale di Avellino. Secondo la UILFP, la situazione non può più essere affrontata con interventi occasionali, ma necessita di scelte immediate e strutturali. “Non si può aspettare che accada l’irreparabile prima di intervenire”, è il monito del sindacato.

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