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Rilancio di Caserta: contrastare le infiltrazioni e costruire una rete condivisa

Giovanni Sgambati denuncia le infiltrazioni malavitose che hanno inciso sulla crisi produttiva di Caserta e sollecita coesione e impegno collettivo per il rilancio

HERO · Napoli

Il territorio di Caserta attraversa una fase di forte difficoltà che non si può ridurre a semplici effetti del caso. Secondo il segretario generale della UIL Campania, Giovanni Sgambati, la progressiva perdita di attività produttive e lo smantellamento di imprese sono il risultato di processi determinati anche da pesanti infiltrazioni malavitose. L’intervento è avvenuto durante l’Assemblea Territoriale della UIL di Caserta, evento al quale hanno partecipato numerosi delegati e delegati e il coordinatore territoriale Pietro Pettrone, a testimonianza della preoccupazione condivisa tra rappresentanti sindacali e tutele locali.

Questa analisi mette al centro una doppia dimensione: da un lato la perdita di base produttiva e dall’altro l’incidenza di interessi criminali che hanno influenzato scelte economiche e sociali. Per comprendere la portata del fenomeno è utile considerare non solo i numeri dell’occupazione, ma anche la qualità delle filiere locali e le relazioni tra istituzioni, imprese e società civile. Solo così si può definire una strategia di intervento che non si limiti a misure emergenziali, ma miri a ricostruire un tessuto produttivo sano.

Cause reali del declino

Il punto di osservazione offerto da Giovanni Sgambati riconduce il declino a fattori strutturali che hanno trovato terreno fertile nelle infiltrazioni malavitose e nelle scelte gestionali sbagliate. Nei suoi interventi è emersa l’idea che non si tratti di un destino inevitabile ma di conseguenze di azioni determinate: operazioni di smantellamento di realtà produttive, perdita di investimenti e degrado delle reti economiche. Questo quadro impone di guardare alle cause radicate, come la frammentazione degli attori locali e la penetrazione di interessi illeciti, che hanno alterato la normale concorrenza e la fiducia degli investitori.

L’impatto delle infiltrazioni

Le infiltrazioni malavitose operano su più livelli: controllo di appalti, pressione sui fornitori e condizionamento delle scelte imprenditoriali. Questo tipo di influenza, oltre a generare danni economici, produce rischi reputazionali che allontanano investimenti esterni e indeboliscono la capacità di innovazione locale. Nella visione esposta all’assemblea, il contrasto a queste dinamiche è imprescindibile per ripristinare condizioni di legalità e per permettere alle competenze esistenti di esprimersi senza condizionamenti.

Una strategia condivisa per il rilancio

Di fronte alla situazione delineata, la risposta non può essere frammentaria: serve una strategia che metta insieme istituzioni, sindacati, imprese e comunità. Sgambati ha insistito sulla necessità di creare una rete funzionale, dove ogni soggetto assuma compiti chiari e si prenda la propria parte di responsabilità. Per rete si intende un sistema di collaborazione stabile e trasparente, capace di coordinare risorse, progetti e politiche di sviluppo in modo coerente e duraturo.

Responsabilità e ruolo dei soggetti locali

Il rilancio passa anche da un impegno concreto sul piano delle responsabilità: i rappresentanti sindacali devono spingere per tutele efficaci, le imprese per investimenti sostenibili e le istituzioni per garanzie normative e controllo. In questa prospettiva, il coordinamento territoriale guidato da figure come Pietro Pettrone diventa un fattore chiave per favorire il dialogo e superare logiche di isolamento. La costruzione di coesione sociale e professionale è quindi presentata come una condizione necessaria per riattivare percorsi di crescita.

Valorizzare competenze e competitività

Un elemento ricorrente nell’intervento è stato il richiamo alle risorse interne: il territorio non è privo di capacità e potenzialità, anzi dispone di professionalità e settori ancora competitivi. L’obiettivo è mettere in campo politiche che favoriscano l’attrazione di investimenti e la riconversione delle filiere, puntando su formazione, innovazione e sostegno alle PMI locali. Per ottenere risultati concreti è essenziale che ogni iniziativa sia inserita in un progetto condiviso, dove il controllo della legalità e la promozione della competitività procedano di pari passo.

Un invito all’azione collettiva

In chiusura, il messaggio lanciato alla platea dell’Assemblea Territoriale della UIL di Caserta è chiaro: non si può affrontare la crisi restando isolati. La strada indicata prevede di rafforzare la coesione, costruire una rete operativa tra attori locali e agire con responsabilità condivisa per promuovere uno sviluppo sostenibile e legale. Solo così il territorio potrà valorizzare le proprie competenze e recuperare dinamiche economiche positive.

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