I Vigili del Fuoco hanno fronteggiato nel pomeriggio del 21 giugno 2026 un incendio nell’area est dell’Ospedale del Mare di Napoli, con l’evacuazione preventiva di alcuni reparti, tra cui il padiglione di Neurochirurgia. Il rogo è partito dall’area parcheggio del complesso di Ponticelli e ha coinvolto la coibentazione della facciata di una delle ali della struttura.
L’episodio è rilevante per l’impatto su un presidio sanitario di riferimento e per il rischio connesso alla presenza di dispositivi per la produzione di ossigeno. Le autorità hanno confermato che non risultano feriti tra pazienti, personale sanitario o soccorritori. Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026.
Coordinamento in Prefettura e forze in campo
Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha attivato il Centro Coordinamento Soccorsi per gestire spegnimento, evacuazioni e assistenza. In ospedale sono rimaste operative quattro squadre dei Vigili del Fuocoper un totale di circa quaranta operatori, supportati da mezzi speciali, tra cui una cisterna da 14.000 litri per garantire l’approvvigionamento idrico nelle fasi più critiche.
Per la sicurezza perimetrale e la viabilità interna sono intervenuti sei equipaggi della Polizia di Statoquattro dei Carabinieri e personale della Polizia Locale di Napoli. L’Asl e il 118 hanno coordinato i trasferimenti intraospedalieri, assicurando la continuità delle cure e il monitoraggio dei pazienti più fragili.
Evacuazioni e ricollocazioni dei pazienti
Per ragioni di prudenza sono stati sgomberati i reparti più prossimi all’ala interessata dalle fiamme, con particolare attenzione al padiglione di Neurochirurgia. I pazienti non sono stati trasferiti all’esterno del presidio: sono stati ricollocati in altri blocchi dell’ospedale, con percorsi interni dedicati per evitare esposizione a fumo e interferenze con le operazioni di soccorso.
La decisione è stata assunta anche alla luce della presenza di impianti per ossigeno medicale in prossimità dell’area colpita, fattore che ha imposto procedure di sicurezza più rigorose. Il dispositivo di evacuazione è stato progressivo e mirato, per ridurre rischi clinici e garantire continuità terapeutica.
L’allarme, la propagazione e la colonna di fumo
L’emergenza è stata segnalata da un capo squadra dei Vigili del Fuoco del comando di Caserta che, presente in ospedale per far visita a un familiare sottoposto a intervento, ha attivato i soccorsi. Le fiamme sono divampate nell’area parcheggiodove erano accatastate pedane in legnoe si sono propagate alla coibentazione esterna della facciata, generando una densa colonna di fumo visibile a distanza e un rapido coinvolgimento dei materiali isolanti.
I Vigili del Fuoco hanno operato su due fronti: contenimento sulla facciata interessata e ventilazione dei blocchi dove si è accumulato fumo, per prevenire reinneschi e ridurre le esalazioni. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono proseguite per diverse ore, con monitoraggio continuo dei punti caldi residui.
Indagini sulle cause e messaggi istituzionali
Le cause del rogo sono in fase di accertamento: le prime ricostruzioni indicano l’innesco nell’area parcheggio e il ruolo della coibentazione nella velocità di propagazione. Le verifiche proseguono per definire l’esatta dinamica, l’eventuale coinvolgimento di materiali combustibili e le condizioni che hanno favorito l’incendio.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso preoccupazione per l’accaduto e ha ringraziato i Vigili del Fuoco e il personale sanitario per l’intervento tempestivo, sottolineando l’assenza di feriti. Il tavolo operativo in Prefettura continua a valutare gli interventi di ripristino per l’ala colpita e la piena riattivazione dei reparti interessati, mentre resta attivo il monitoraggio delle condizioni strutturali e impiantistiche.


