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Rogo all’Ospedale del Mare di Napoli: evacuati reparti, operano Vigili del Fuoco

Il 21 giugno 2026 un incendio ha interessato una palazzina nell'area est dell'Ospedale del Mare di Napoli; il prefetto Michele di Bari ha attivato il Centro Coordinamento Soccorsi con Vigili del Fuoco, Asl, 118 e le forze dell'ordine, mentre i pazienti sono stati trasferiti all'interno del presidio e non si registrano feriti

Rogo all’Ospedale del Mare di Napoli: evacuati reparti, operano Vigili del Fuoco

Nel pomeriggio del 21 giugno 2026 un incendio ha interessato una palazzina nell’area est dell’Ospedale del Mare di Napoli. A seguito delle prime segnalazioni è stato attivato un dispositivo di emergenza che ha coinvolto più enti: il prefetto di Napoli, Michele di Bariha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi per gestire le operazioni. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuocol’Asl localeil 118la Polizia di Statoi Carabinieri e la Polizia Locale di Napoli. Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento e le autorità competenti stanno lavorando per ricostruire la dinamica.

Interventi e organizzazione delle operazioni

La gestione dell’emergenza è passata attraverso il tavolo convocato in prefettura, il Centro Coordinamento Soccorsidove si sono coordinate le attività di spegnimento, evacuazione e assistenza. All’interno del complesso ospedaliero sono rimaste operative quattro squadre dei Vigili del Fuoco e, complessivamente, quaranta operatori hanno preso parte alle operazioni, supportati da mezzi speciali tra cui una botte da 14.000 lt per il rifornimento idrico. In campo erano anche sei equipaggi della Polizia di Statoquattro equipaggi dei Carabinieri e personale della Polizia Locale di Napoliper garantire la sicurezza dell’area e il corretto svolgimento delle procedure di emergenza.

Evacuazioni e sicurezza dei pazienti

Per motivi di prudenza sono stati sgomberati alcuni reparti vicini all’ala colpita dal fuoco, soprattutto perché nell’area erano presenti dispositivi per la produzione di ossigenoche avrebbero potuto aumentare i rischi in caso di incendio. I pazienti coinvolti non sono stati trasferiti fuori dall’ospedale, ma sono stati ricollocati in altri reparti all’interno dello stesso presidio per mantenere continuità di cura e monitoraggio. Le autorità hanno confermato che al momento non risultano feriti tra pazienti, personale sanitario o soccorritori.

Cause e sviluppo del rogo nell’area est

Le fiamme hanno interessato in particolare la facciata e la coibentazione di un’ala, con la produzione di un’alta colonna di fumo che ha reso necessario un impegno tempestivo per limitare la propagazione. Da prime ricostruzioni emerge che l’incendio potrebbe essere partito da materiale accatastato in un’area di parcheggio, ma le indagini sono in corso per verificare l’esatta origine. I Vigili del Fuoco hanno segnalato la combustione della coibentazione esterna, elemento che ha contribuito alla rapidità di propagazione iniziale del rogo.

Attività dei Vigili del Fuoco e mezzi impiegati

Oltre alle quattro squadre ancora presenti in loco, le operazioni di spegnimento hanno visto l’impiego complessivo di quaranta vigili del fuoco con differenti mezzi e automezzi antincendio. Tra questi è stata utilizzata una cisterna da 14.000 ltutile per garantire un apporto costante d’acqua nelle prime fasi di intervento. I pompieri hanno lavorato sia sull’ala interessata dalle fiamme sia su altri blocchi dove si è sviluppato fumo, per evitare reinneschi e per ventilare gli ambienti interessati dalle esalazioni.

La coordinazione tra le forze istituzionali e il personale sanitario ha permesso di gestire l’emergenza con rapidità: il tavolo operativo ha monitorato in tempo reale la situazione, disponendo assetti e risorse adeguati. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso, tramite X, la propria preoccupazione per l’accaduto, ringraziando i Vigili del Fuoco e il personale sanitario per l’intervento tempestivo e rassicurando sull’assenza di feriti. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore per accertare le cause e valutare eventuali interventi di ripristino dell’ala colpita.

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