L’ospedale Cardarelli di Napoli ha raggiunto un importante traguardo nel campo dei trapianti di cellule staminali ematopoietiche (CSE). Il programma, diretto da Alessandra Picardi, ha ottenuto l’accreditamento internazionale JACIE, un riconoscimento che certifica l’eccellenza delle procedure e della qualità delle terapie offerte.
Questo risultato rappresenta un ulteriore passo avanti per il Centro Nazionale Trapianti e per il Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo (GITMO), di cui il Cardarelli fa parte. Il direttore generale Antonio d’Amore ha espresso grande soddisfazione per questo traguardo, sottolineando come il riconoscimento JACIE sia una garanzia di qualità per i pazienti.
L’importanza dell’accreditamento JACIE
JACIE, acronimo di Joint Accreditation Committee ISCT-EBMT è un organismo europeo no-profit che promuove la qualità e la sicurezza del trapianto di CSE e delle terapie cellulari avanzate. L’accreditamento è stato ottenuto al termine di un rigoroso processo di ispezione che ha valutato non solo l’attività di trapianti, ma anche la formazione del personale e la multidisciplinarità dei processi.
Il direttore generale Antonio d’Amore ha dichiarato: “Si tratta di un’ulteriore garanzia per i pazienti, che già sapevano di ricevere le migliori cure presso il Cardarelli e che ora possono registrare anche questo ulteriore accreditamento di rilevanza europea.” Questo riconoscimento è particolarmente importante per i cittadini campani, poiché testimonia la possibilità di ricevere cure di altissima qualità senza dover uscire dalla regione.
Un approccio multidisciplinare
Il programma di trapianto di CSE del Cardarelli è caratterizzato da un approccio altamente coordinato e multidisciplinare. Come spiega la dottoressa Picardi, “attorno al binomio donatore/ricevente ruotano in maniera coordinata l’unità clinica, quella di raccolta midollare e quella di aferesi, che prevede il coinvolgimento del Servizio Immuno-Trasfusionale e l’Istituto dei Tessuti.”
L’operato dei professionisti coinvolti nella gestione del paziente, che spaziano dagli infettivologi ai biologi, dai cardiologi agli informatici, è regolamentato da procedure e istruzioni in costante revisione. Questi protocolli sono monitorati periodicamente attraverso indicatori quali-quantitativi richiesti dagli Standard JACIE.
Nuove terapie all’orizzonte
Il programma di trapianto di CSE del Cardarelli non si ferma qui. A breve saranno attivate nuove terapie, tra cui le CAR-T per il Mieloma Multiplo e la terapia genica nelle emoglobinopatie. Questi percorsi terapeutici rappresentano un ulteriore passo avanti nella lotta contro le malattie ematologiche.
La dottoressa Picardi ha annunciato: “A breve attiveremo le CAR-T per il Mieloma Multiplo e la terapia genica nelle emoglobinopatie, ulteriori due percorsi terapeutici per cui il Programma Trapianti di CSE del Cardarelli ha già ottenuto l’identificazione regionale.”
I numeri del successo
Nel 2026, il Cardarelli ha realizzato 38 trapianti allogenici, 38 autologhi e 13 procedure CAR-T, attivate a fine 2026. A marzo scorso è stata raggiunta la quota di 200 trapianti allogenici dall’apertura del centro, avvenuta nel luglio del 2019. Significativo anche il dato sulla mortalità trapianto-correlata a breve termine, che nel 2026 si è attestata allo 0% sia per il trapianto autologo che per quello allogenico.
Questi numeri testimoniano l’eccellenza del programma di trapianto di CSE del Cardarelli, che continua a crescere e a migliorare, offrendo ai pazienti cure sempre più avanzate e sicure.



