7 Giugno 2026 ☀ 20°

Vesuvio: 31 anni di protezione e sviluppo economico

Il Parco Nazionale del Vesuvio festeggia 31 anni di attività. Con 700mila visitatori nel 2026, scopri come si gestisce il turismo e si prevengono gli incendi.

Vesuvio: 31 anni di protezione e sviluppo economico

Il Parco Nazionale del Vesuvio compie 31 anni di attività, un traguardo significativo per un’area protetta che ha saputo coniugare conservazione ambientale e sviluppo economico. Situato ai piedi del Vesuviouno dei vulcani più famosi al mondo, il parco ha visto crescere esponenzialmente il numero di visitatori, raggiungendo 700mila presenze nel 2026.

La sfida principale rimane quella di gestire i flussi turistici senza compromettere l’integrità del territorio. Il presidente dell’Ente Parco, Raffaele De Lucaha sottolineato l’importanza di distribuire i visitatori lungo i nuovi sentieri per alleggerire la pressione sul cratere.

La gestione dei flussi turistici e la nuova sentieristica

Con quasi 700mila visitatori l’anno, il Parco del Vesuvio deve affrontare una pressione turistica enorme. Il limite massimo di 3.200 presenze giornaliere sul cratere è stato stabilito per garantire la sostenibilità ambientale. Per questo, l’Ente Parco sta lavorando al potenziamento della rete sentieristica e alla promozione di percorsi alternativi.

“Non si può andare oltre le 3.200 presenze giornaliere”, ha dichiarato De Luca. “Stiamo lavorando sulla nuova sentieristica e sulla promozione dei percorsi già esistenti affinché la domanda turistica non si concentri soltanto sul cratere. L’obiettivo è distribuire i flussi, moltiplicare le esperienze, alleggerire la vetta.”

La formazione dei DOS e la prevenzione degli incendi

Con l’arrivo dell’estate, il rischio di incendi diventa una priorità. Quest’anno, il Parco ha avviato un progetto di formazione dei Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS)in collaborazione con la Protezione Civile regionale. Questi tecnici, provenienti dai tredici Comuni della comunità del Parco, conoscono il territorio e possono intervenire con tempestività.

“Senza DOS non si possono alzare elicotteri né mezzi aerei”, ha sottolineato De Luca. “La novità cruciale è che questi tecnici provengono direttamente dai Comuni del Parco: conoscono il territorio, possono intervenire in pochi minuti, con una tempestività che negli anni passati, quando i DOS dovevano arrivare da fuori, era semplicemente impossibile.”

L’educazione delle nuove generazioni e la scintilla della consapevolezza

Il Parco del Vesuvio investe molto nell’educazione ambientaleportando i ragazzi sui sentieri e raccontando le eccellenze enogastronomiche del territorio. L’obiettivo è far scattare in loro quella scintilla che spinge a difendere e preservare il patrimonio naturale.

“Vogliamo che scatti in loro quella scintilla che spinge a difendere e preservare”, ha affermato De Luca. “Perché i giovani di oggi sono i custodi di domani, e senza un autentico senso di appartenenza nessuna norma o recinzione potrà mai bastare.”

In occasione del 31° anniversarioil presidente ha rivolto un augurio al Parco: “Gli direi di continuare a fare il bravo perché noi vesuviani siamo nati qui, sappiamo di vivere in una zona ad alto rischio, ma ogni mattina ci svegliamo, guardiamo il Cratere e da qui riceviamo energia.”

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