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Riesame annulla le misure: scarcerati gli indagati per spaccio

Il Riesame di Napoli ha annullato le ordinanze cautelari per più persone coinvolte in un'inchiesta sullo spaccio, motivando la decisione con carenze nelle esigenze cautelari sostenute dalla Procura

Riesame annulla le misure: scarcerati gli indagati per spaccio

Il tribunale del Riesame di Napoli ha deciso di annullare le misure di custodia cautelare eseguite all’inizio del mese, disponendo la scarcerazione di tutte le persone coinvolte nell’operazione. La decisione riguarda una serie di indagati accusati di essere parte di un’organizzazione dedita al commercio di cocaina e hashish in diverse vie del centro cittadino; i giudici hanno ritenuto tuttavia che le esigenze cautelari non fossero sufficientemente motivate dalle argomentazioni presentate dalla Procura.

Le ordinanze revocate riguardano, tra gli altri, Francesco ‘o Pirata Amelio, Antonio ‘o Barbiere Amaro, Fabio De Angelis, Salvatore De Angelis, Stefania De Angelis, Guglielmo Esposito, Kevin Dani Fonzo Gomes, Gennaro Giannone, Raffaele Guarracino, Raffaele ‘o Rockets Paolo, Ciro Perrino, Nicola Vecchione, Immacolata De Angelis e Tamara Murgia. I giudici hanno accolto le istanze difensive presentate dagli avvocati Claudio Davino, Luca Mottola, Mauro Zollo e Carlo Ercolino, che avevano contestato la sufficienza delle motivazioni per la detenzione preventiva.

Le contestazioni della Procura

La Procura aveva ipotizzato l’esistenza di un gruppo criminale che, pur non essendo direttamente al vertice del clan Di Lauro, avrebbe operato in modo tollerato all’interno di alcune zone cittadine. Secondo gli inquirenti, la rete avrebbe gestito lo spaccio in punti come via dell’Arco, Piazza Zanardelli e via Vittorio Emanuele, dove si sarebbe creata una vera e propria piazza di vendita al dettaglio di stupefacenti. L’accusa ha inoltre descritto i presunti gestori come non antagonisti rispetto alle strutture criminali dominanti, ossia figure tollerate o integrate nella mappa delle attività illecite locale.

La ricostruzione operativa

Nell’impianto accusatorio la direzione di fatto del traffico sarebbe stata attribuita a Paolo, detto ‘o Rockets, soggetto storicamente vicino al clan fondato da Paolo Di Lauro. Il 55enne, scarcerato nel settembre 2019 dopo aver scontato una pena di 16 anni, sarebbe tornato ad esercitare un ruolo di rilievo creando un gruppo che ha reclutato elementi di esperienza e nuovi affiliati per organizzare lo spaccio. Secondo gli inquirenti Paolo avrebbe avuto come fornitore privilegiato Rosario De Angelis, titolare di una piazza di spaccio nel quartiere Arenaccia.

Le attività investigative e i sequestri

L’inchiesta è stata supportata da una serie di strumenti investigativi: intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e perquisizioni sul territorio. Queste operazioni hanno portato al sequestro di 6,5 kg di cocaina e di 100 grammi di hashish, nonché all’arresto in flagranza di alcuni corrieri responsabili della consegna delle partite di droga. Gli investigatori hanno documentato un numero molto elevato di cessioni, elemento centrale nella ricostruzione dell’attività di spaccio contestata.

Prove e motivazioni

Nonostante i sequestri e le intercettazioni, il tribunale del Riesame ha ritenuto che le esigenze cautelari — come il pericolo di fuga, il rischio di reiterazione del reato o l’inquinamento delle prove — non fossero adeguatamente motivate nel provvedimento impugnato. Le difese hanno evidenziato lacune probatorie e argomentazioni giuridiche tali da mettere in dubbio la necessità della detenzione preventiva per gli indagati, ottenendo così l’annullamento delle ordinanze.

Implicazioni e prospettive

La scarcerazione degli indagati non equivale a una sentenza di innocenza: il procedimento penale proseguirà con l’istruttoria e gli eventuali sviluppi processuali. Per la Procura rimane aperta la necessità di consolidare prove e motivazioni, mentre per la difesa la decisione del Riesame rappresenta un risultato significativo sul piano cautelare. Sul piano operativo, il sequestro di sostanze e la documentazione raccolta restano elementi che potranno essere valutati nelle fasi successive del procedimento.

In definitiva, la vicenda mette in luce la complessità delle indagini sul traffico di stupefacenti in contesti urbani: la linea tra attività tollerata, complicità e controllo di clan radicati è spesso sottile e richiede ricostruzioni probatorie robuste. Restano al centro dell’attenzione le aree simbolo citate nell’atto d’accusa e il ruolo attribuito a figure come ‘o Rockets e Rosario De Angelis nel presunto sistema di approvvigionamento e distribuzione.

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