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Scossa di magnitudo 4.4 ai Campi Flegrei: interventi, scuole chiuse e monitoraggio in corso Terremoto a Napoli, magnitudo 4.4: elenchi delle scuole chiuse e linee sospese

Scossa di magnitudo 4.4 ai Campi Flegrei: interventi, scuole chiuse e monitoraggio in corso

Il 21 maggio 2026 una scossa di magnitudo 4.4 ha interessato i Campi Flegrei; la Protezione civile regionale ha attivato un'area di attesa a Bagnoli e sono in corso verifiche su scuole, strade e collegamenti ferroviari

Scossa di magnitudo 4.4 ai Campi Flegrei: interventi, scuole chiuse e monitoraggio in corso

La mattina del 21 maggio 2026 un terremoto di magnitudo 4.4 (localizzato in mare nel Golfo di Pozzuoli, a breve distanza da Bacoli) ha dato il via a un nuovo sciame nell’area dei Campi Flegrei. Subito dopo la scossa le autorità regionali e locali hanno mobilitato le squadre di emergenza: l’assessora alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, è giunta sul posto per coordinare gli interventi e ha confermato l’attivazione di un’area di attesa nell’ex base Nato di Bagnoli, dove sono operative le forze volontarie per il supporto alla popolazione.

Anche se l’evento ha mostrato una magnitudo significativa, al momento non sono stati segnalati danni gravi a persone o strutture di ampia entità. Le istituzioni hanno comunque disposto controlli sul territorio e ha preso corpo una risposta organizzata: la popolazione è stata invitata a mantenere la calma mentre tecnici e protezione civile procedono con le verifiche. In parallelo, sono state attivate procedure precauzionali per limitare i rischi in aree particolarmente sensibili.

Misure immediate e attività di verifica

La Città Metropolitana di Napoli ha attivato l’Unità Interna Bradisismica e ha avviato sopralluoghi sulle scuole e sulle strade ricadenti nella cosiddetta zona rossa. I sindaci di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Giugliano, Qualiano, Quarto e Procida hanno ordinato la chiusura preventiva degli istituti scolastici per consentire le ispezioni tecniche; a Napoli sono state interessate aree di Fuorigrotta e Bagnoli. Le verifiche sono condotte da tecnici comunali, protezione civile locale e forze dell’ordine, che registrano e catalogano eventuali criticità prima di decidere sulla riapertura.

Protezione civile e aree di attesa

L’area di attesa predisposta all’ex base Nato di Bagnoli è stata allestita come punto di raccolta e prima assistenza, con volontari pronti a offrire supporto logistico e informazioni. L’assessora Fiorella Zabatta ha sottolineato la presenza di squadre operative e la disponibilità a intervenire dove necessario: «Siamo a disposizione con le nostre squadre dei volontari», ha detto, ricordando che la valutazione delle conseguenze proseguirà durante la giornata. Lo scopo è coordinare soccorsi e servizi senza creare panico, assicurando un canale organizzato per le segnalazioni dei cittadini.

Trasporti e viabilità: controlli e ripristini

Subito dopo la scossa sono scattate le verifiche sulle infrastrutture viarie e ferroviarie. Il gestore ha comunicato che, dopo le ispezioni, la circolazione sulle linee Cumana e Circumflegrea è ripresa regolarmente dalle ore 11:30. Sulla Tangenziale di Napoli i tecnici non hanno riscontrato danni strutturali immediati lungo la tratta Pozzuoli-Camaldoli; è stata comunque avviata, come da prassi per eventi superiori al quarto grado, un’ispezione approfondita con specialisti esterni per confermare l’assenza di criticità.

Interventi locali e misure di sicurezza

A Bacoli sono iniziati interventi immediati per il ripristino dell’arco franato al belvedere, simbolo frequentato da residenti e turisti: l’intervento è stato annunciato come prioritario per riaprire la fruizione del luogo. Nel porto di Baia sono state sospese temporaneamente le attività di varo e alaggio e sono state disattivate alcune ZTL per facilitare i movimenti di emergenza. L’ospedale di comunità di Bacoli ha riportato danni lievi (caduta d’intonaco e alcune lesioni alle pareti), soggetti a riparazione con il supporto dell’ASL Napoli 2 Nord.

Il quadro scientifico: bradisismo e monitoraggio

Gli esperti dell’Osservatorio Vesuviano e dell’INGV inquadrano l’evento nel contesto del bradisismo che interessa l’area: il sisma è stato localizzato a circa 3 chilometri di profondità e non discosta dai parametri osservati negli ultimi mesi. Dati raccolti da febbraio indicano un sollevamento del suolo dell’ordine di circa 1 centimetro al mese e un degassamento stimato intorno a 1.300 tonnellate al giorno nel centro della Solfatara, elementi che gli scienziati monitorano costantemente per valutare l’evoluzione.

Monitoraggio e prospettive

Secondo le analisi, la sismicità attuale è paragonabile a quella registrata nel 2026, anno in cui è avvenuto un evento di magnitudo 4,6, il più energetico registrato dalla rete di monitoraggio. Le osservazioni suggeriscono la presenza di una zona più porosa e permeabile a profondità comprese tra 3 e 4 chilometri, con accumulo di fluidi magmatici, mentre il corpo magmatico principale si troverebbe più in profondità (intorno a 7-8 chilometri). Le autorità scientifiche invitano a seguire le comunicazioni ufficiali e a mantenere comportamenti prudenti ma non allarmistici.

Le istituzioni restano in stretto contatto: il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha coordinato il Centro Coordinamento Soccorsi, il Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, ha espresso solidarietà e supporto, mentre il sottosegretario alle Infrastrutture, Tullio Ferrante, conferma il monitoraggio costante delle reti di trasporto. È stato annunciato un punto stampa del sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, per le ore 17, e l’assessora Fiorella Zabatta ha tenuto un aggiornamento a Bacoli per informare i cittadini sulle attività in corso e sui servizi disponibili.

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