All’alba del 21 maggio 2026 una scossa di magnitudo 4.4 è stata registrata nell’area dei campi flegrei, con epicentro in mare e ipocentro a circa 3 km di profondità. L’evento, avvertito in diverse località costiere, ha sollevato la preoccupazione delle autorità locali e ha portato a una convocazione immediata tra i sindaci della zona e il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Le prime verifiche hanno rilevato danni limitati ma significativi in alcuni punti di Bacoli, mentre la popolazione è stata invitata a segnalare ogni anomalia.
Le operazioni di controllo hanno portato allo sgombero di nove persone, corrispondenti a tre nuclei familiari, per ragioni di sicurezza e per permettere verifiche strutturali approfondite. Per questi nuclei è stata predisposta una soluzione ricettiva temporanea. Le amministrazioni comunali hanno raccolto complessivamente 43 segnalazioni da cittadini che hanno denunciato crepe, distacchi di intonaco e altri danni. Gli enti competenti proseguono con i sopralluoghi e con la predisposizione di interventi urgenti dove necessari.
Dove si è verificato il sisma e quali sono i danni
Secondo i rilievi dell’Osservatorio Vesuviano, il punto di origine del sisma si trova in mare, tra il porto di Pozzuoli e Capo Miseno, lungo la tratta dei traghetti per Procida e Ischia. L’evento rientra nel contesto del bradisismo tipico della zona: un fenomeno geologico che provoca movimenti della crosta in periodi prolungati e che in passato ha prodotto scosse paragonabili a questa. A Bacoli, il belvedere denominato Maurizio Valenzi ha subito il cedimento di un’arco, mentre altre criticità sono state segnalate in via Castello e lungo i costoni che affacciano sul mare.
Danni alle strutture e controllo degli edifici
Le verifiche sui fabbricati hanno evidenziato principalmente il distacco di intonaci e lesioni superficiali, ma in alcuni punti sono emerse criticità più consistenti che hanno richiesto lo sgombero preventivo. I tecnici comunali, insieme agli organi della Protezione Civile, stanno effettuando controlli strutturali per valutare l’agibilità. È stata inoltre segnalata la necessità di interventi per alcuni tratti di costone a ridosso della costa, dove il rischio di caduta di materiale rimane elevato finché non saranno completati i lavori di messa in sicurezza.
Risposta delle istituzioni e misure per la popolazione
Al centro della risposta organizzativa c’è stata la riunione convocata a Bacoli tra i sindaci della regione e il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Durante l’incontro si è fatto il punto sulle priorità: coordinare i sopralluoghi, predisporre sistemazioni temporanee per gli sgomberati e gestire le comunicazioni alla cittadinanza. Il capo della Protezione Civile ha sottolineato l’importanza delle vie di fuga inserite nel Piano vulcanico e ha richiamato l’attenzione sul fatto che percorsi realizzati in passato sono stati in parte resi inutilizzabili dall’edificazione attorno ad essi.
Scuole e servizi pubblici
Per precauzione, le scuole del territorio sono state sospese nella giornata del 21 maggio per consentire i controlli sugli edifici scolastici. È stato annunciato che nei Comuni di Quarto e Monte di Procida le attività didattiche riprenderanno a breve, mentre a Bacoli la maggior parte degli istituti riaprirà non appena verranno completati gli accertamenti; tuttavia, un plesso necessita di interventi strutturali più consistenti prima di poter tornare agibile. Le autorità hanno invitato i cittadini a seguire le indicazioni ufficiali e a utilizzare i canali istituzionali per le segnalazioni.
Reazioni della popolazione e appelli alla prudenza
La reazione della popolazione è stata giudicata composta dalle autorità: molti residenti hanno collaborato fornendo informazioni utili per i sopralluoghi. I sindaci di Bacoli e Pozzuoli, rispettivamente Josi Della Ragione e Gigi Manzoni, hanno invitato alla calma e hanno rassicurato che le strutture comunali e i tecnici sono attivi per ogni esigenza. È stato anche ricordato il ruolo fondamentale della comunicazione pubblica per aumentare la consapevolezza sui rischi legati al bradisismo e sull’importanza delle procedure previste dal Piano vulcanico, in particolare per quanto riguarda le vie di fuga e le procedure di evacuazione.
Le attività di monitoraggio proseguiranno nelle prossime ore e i cittadini sono chiamati a segnalare ulteriori danni tramite i canali messi a disposizione dai Comuni. La situazione è sotto controllo, ma le verifiche tecniche saranno decisive per stabilire eventuali interventi di consolidamento e per definire i tempi di rientro per le persone sgomberate.