16 Giugno 2026 ☁ 25°

Premio Truth 2026 a Pozzuoli: quando il cibo guida innovazione e identità

La seconda edizione del Premio Truth, ospitata al Truth Restaurant&Events di Pozzuoli, ha riunito istituzioni, imprese e mondo accademico per premiare realtà del Made in Italy impegnate in qualità, innovazione e sostenibilità. Un evento con interventi, musica e momenti di dialogo internazionale.

Premio Truth 2026 a Pozzuoli: quando il cibo guida innovazione e identità

La seconda edizione del Premio Truth, intitolata “Il Cibo Protagonista del cambiamentosi è svolta nella cornice del Truth Restaurant&Events di Pozzuoli e ha messo in luce il ruolo strategico del cibo nel connubio tra cultura, salute e sviluppo sostenibile. All’appuntamento hanno partecipato rappresentanti del mondo istituzionale, imprenditori e personalità del mondo accademico, chiamati a raccontare progetti concreti e pratiche d’impresa legate alla valorizzazione del territorio e alla qualità dei prodotti.

L’evento è stato guidato dalle presentatrici Paola Mercurio e Magda Mancusomentre la direzione artistica e la regia culturale sono state curate rispettivamente da Fabio Ragucci e da Alfredo Mariani. Le atmosfere musicali sono state affidate all’Arturo Caccavale Swing Quintetche ha accompagnato la serata contribuendo a creare un ambiente elegante e raccolto. A rappresentare l’organizzazione e il progetto è stata la fondatrice e CEO di Truth Event, Dorotea Ragucciche ha annunciato il proseguimento dell’impegno per le future edizioni.

Intervento scientifico e visione del premio

La prof.ssa Anna Maria Colaopresidente del Comitato Tecnico Scientifico del Premio e docente all’Università degli Studi di Napoli Federico IIha delineato il quadro culturale e sanitario attorno al tema della serata, sottolineando il valore del cibo come fattore di salute e come leva per la ricerca e per modelli di sviluppo sostenibile. L’intervento della prof.ssa Colao ha inserito la manifestazione in una prospettiva scientifica, mettendo in relazione politiche alimentari, tutela delle identità territoriali e innovazione tecnologica applicata alla filiera agroalimentare.

Una piattaforma per dialoghi tra settori

La serata ha assunto la fisionomia di una piattaforma di dialogo, in cui imprese, università, istituzioni e attori culturali si sono confrontati sui temi della sostenibilitàdella sicurezza alimentare e della promozione del Made in Italy. La presenza di rappresentanti diplomatici, tra cui l’Ambasciatore del Burundi in Italia, Ernest Ndabashinzeha ampliato la dimensione internazionale dell’iniziativa, offrendo spunti di collaborazione oltre i confini nazionali.

Aziende premiate e riconoscimenti per il territorio

Al centro della serata c’è stata la consegna dei riconoscimenti a imprese che operano in diverse regioni d’Italia, selezionate per l’impegno nella qualità, nell’innovazione e nella valorizzazione dei territori. Tra le realtà celebrate figurano GranTerre (Emilia Romagna), Sanpellegrino (Lombardia, gruppo Nestlé), Biffi FORMEC (Emilia Romagna) e diverse aziende campane come Granata 1936La FiammanteStuzzicanteDorella – Oleificio CandelaO Sole ‘e Napule ed Enodelta. I premi sono stati consegnati da rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo della cultura e professionisti del settore, coinvolgendo sul palco figure di rilievo territoriale e nazionale.

Nel caso di GranTerreil riconoscimento ritirato dal dott. Alberto Tarallo è stato un momento significativo anche per l’intervento del rettore dell’Università AUGE, prof. avv. Giuseppe Catapano, che ha sottolineato il valore della cooperazione tra accademia e impresa. Per Sanpellegrino il premio è stato ritirato da Nicola Ferrucci, responsabile Sud Italia, con la consegna affidata a organizzatori e figure istituzionali presenti alla cerimonia.

Riconoscimenti e rappresentanza campana

La Campania ha avuto una rilevante rappresentanza tra i premiati, testimoniando un tessuto produttivo variegato: da aziende olivicole come Dorella – Oleificio Candela a realtà enologiche come Enodeltafino a produttori storici e nuovi interpreti dell’agroalimentare locale. Ogni consegna è stata accompagnata da brevi interventi che hanno rimarcato l’importanza della qualità, della tracciabilità e della ricerca applicata ai processi produttivi.

Al termine della serata Dorotea Ragucci ha espresso gratitudine verso partner e partecipanti, rimarcando l’obiettivo di consolidare il Premio come strumento di promozione per il Made in Italy basato su qualità, ricerca e visione imprenditoriale. Ha annunciato inoltre l’intenzione di lavorare per una terza edizione che ampli l’orizzonte della manifestazione.

La manifestazione ha così ribadito la sua vocazione: raccontare un’Italia che trasforma la produzione alimentare in valore culturale ed economico, promuovendo pratiche sostenibili e percorsi di innovazione capaci di rispondere alle sfide contemporanee.

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