Acerra si presenta blindata ma colma di segni di attesa: striscioni, gigantografie e i colori del Vaticano segnano le vie mentre la città si prepara ad accogliere Leone XIV. La visita pastorale punta i riflettori sulla Terra dei Fuochi, un insieme di territori che da decenni affrontano le conseguenze dello smaltimento illecito dei rifiuti e dell’inquinamento ambientale. In chiesa e nelle piazze si concentrano sentimenti contrastanti: emozione, speranza e la domanda di risposte concrete su bonifiche, salute e prevenzione.
Alla vigilia dell’appuntamento la comunità locale ha fatto venire in primo piano anche la voce delle famiglie più colpite: quelle che hanno perso figli e giovani a causa delle malattie riconducibili all’ambiente. Il vescovo mons. Antonio Di Donna ha continuato a incontrare le famiglie settimanalmente, sollecitando che la cura del creato non rimanga appannaggio di pochi ma diventi tema centrale nella pastorale e nella formazione parrocchiale, in continuità con la Laudato sì e con l’impegno ecclesiale a tutela dell’ambiente.
Il programma della giornata e le autorità presenti
La visita del 23 maggio 2026 segue un programma ufficiale: decollaggio dall’eliporto del Vaticano alle 8,00 e atterraggio alle 8,45 nel campo sportivo “Arcoleo” di Acerra, con accoglienza del vescovo mons. Antonio Di Donna, del presidente della Regione Roberto Fico, del prefetto Michele Di Bari, del sindaco Tito d’Errico e di altre autorità. La mattina prevede una sosta in Cattedrale alle 9,15 per l’incontro con le famiglie colpite dall’inquinamento, seguito dal trasferimento a Piazza Calipari alle 10,30 per il saluto ai sindaci dei 90 comuni interessati e ai fedeli. Dopo un saluto al campo sportivo, il ritorno in Vaticano è previsto con decollo alle 12,00 e rientro alle 12,45.
Misure di sicurezza e partecipazione
Per motivi di sicurezza molte strade e aree di sosta sono state interdette e, come ha chiesto il sindaco Tito d’Errico, la cittadinanza è invitata a favorire la partecipazione a piedi. Le restrizioni hanno suscitato qualche malumore tra chi lamenta disagi, ma l’organizzazione è stata coordinata con Prefettura, Questura e la Santa Sede per garantire il regolare svolgimento degli appuntamenti. Il percorso includerà anche tratti percorsi in Papamobile dal Duomo a Piazza Calipari, dove il Pontefice reciterà una preghiera dedicata alla Terra dei Fuochi e alle sue vittime.
La dimensione simbolica e le richieste delle comunità
La visita assume un forte valore simbolico: non è solo un gesto pastorale ma anche un’attenzione pubblica alla crisi ambientale che ha segnato intere generazioni. Il territorio, composto da 90 comuni e circa 3 milioni di abitanti, è diventato un luogo-simbolo delle conseguenze dello smaltimento illecito e della contaminazione. Mons. Di Donna richiama la necessità di non lasciare la questione ambientale alle élite: occorre un percorso educativo che passi per le parrocchie e per le comunità locali, affinché la tutela del creato diventi pratica quotidiana e non solo dichiarazione di intenti.
Dati, bonifiche e priorità operative
I dati che accompagnano questa realtà sono dolorosi e concreti: studi e rapporti, come quello dell’Istituto Superiore di Sanità del 2026 sollecitato dalla Procura di Napoli Nord, hanno confermato il nesso tra inquinamento e alcune patologie tumorali, con almeno 150 giovani deceduti negli ultimi trent’anni in contesti legati alle esposizioni ambientali. Tra le priorità indicate dalla diocesi e dalle associazioni ci sono il controllo della qualità dell’aria, l’aumento degli screening sanitari e il completamento delle bonifiche profonde, operazioni costose che richiedono investimenti pubblici adeguati e continuità di intervento.
Contesto istituzionale e prospettive
Negli ultimi anni la questione è stata affrontata anche a livello giudiziario e amministrativo: la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di gennaio 2026 ha spinto il governo a nominare un Commissario Unico e a istituire una Cabina di regia per la Terra dei Fuochi, segnali di una volontà istituzionale di coordinare le azioni. Sul fronte locale si sollevano richieste di equità nel conferimento dei rifiuti, per evitare che territori come Acerra restino penalizzati dalla concentrazione di impianti, compreso il grande inceneritore presente da decenni. Mons. Di Donna sottolinea come la soluzione richieda dialogo, sinergia tra istituzioni, investimenti per l’economia pulita e politiche che contrastino lavoro nero e corruzione, fattori collegati al degrado ambientale.
La giornata del 23 maggio 2026 resterà dunque un momento di attenzione mediatica e sociale: tra preghiere in Cattedrale, saluti in piazza e il richiamo a un impegno che vada oltre il gesto simbolico, la speranza comune è che la visita di Leone XIV contribuisca a dare continuità a una operazione verità che trasformi il dolore in politiche concrete, bonifiche efficaci e prevenzione sanitaria per le generazioni future.