Carlo Vosa figura di riferimento nella cardiochirurgia pediatrica è deceduto a Napoli all’età di 80 anni, nella sua abitazione di via Vittorio Colonna. Originario di Torre del Greco Vosa aveva affrontato a lungo una malattia che ne aveva progressivamente ridotto le forze: la sua scomparsa lascia un segno profondo nella comunità medica e nelle famiglie dei piccoli pazienti che ha seguito per decenni.
La carriera del professore si è intrecciata con istituzioni e maestri della disciplina: dopo la laurea e la specializzazione in cardiologia il suo percorso professionale è stato segnato dall’incontro con Maurizio Cotrufo il cardiochirurgo che introdusse i trapianti di cuore nel Sud Italia. Vosa seppe adattare e sviluppare quelle esperienze, promuovendo in particolare i trapianti e gli interventi complessi in ambito pediatrico presso l’Ospedale Monaldi.
Il contributo clinico e la formazione internazionale
Nel corso della sua attività il professor Vosa realizzò numerosi interventi che cambiarono il decorso clinico di bambini con malformazioni o insufficienze cardiache gravi. Grazie a questi interventi, migliaia di piccoli pazienti videro allungarsi e migliorare la qualità della vita: il suo lavoro è stato considerato pionieristico per la cardiochirurgia infantile a Napoli e nel territorio circostante. Si formò anche all’estero: un periodo significativo trascorso a Bordeaux lo vide al fianco del professor Francis Fontan nome di rilievo internazionale nel settore, dove consolidò tecniche e protocolli chirurgici avanzati.
Trapianti pediatrici e innovazione
Vosa fu tra i protagonisti nell’introduzione e nello sviluppo dei trapianti in età pediatrica nel Mezzogiorno: la sua attività ha contribuito a creare competenze locali che hanno evitato trasferimenti lontani per cure complesse. Il suo approccio combinava abilità tecnica e attenzione ai processi organizzativi, elementi che hanno reso possibile affrontare casi prima considerati inoperabili o a elevato rischio.
Impegno umano e iniziative nel reparto pediatrico
Oltre al lavoro in sala operatoria, Vosa si distinse per un modello di cura che metteva al centro la persona. Convinto che la terapia non fosse solo tecnica, promosse interventi per migliorare l’esperienza del ricovero: il reparto pediatrico da lui diretto fu dotato di spazi ricreativi, musica e attività ludiche con l’obiettivo di ridurre l’ansia dei bambini e delle loro famiglie. Questa attenzione al lato umano della cura comprendeva anche iniziative rivolte a piccoli pazienti provenienti da contesti internazionali: tra questi, numerosi bambini palestinesi furono operati sotto la sua direzione e, secondo i ricordi dei colleghi, molti hanno ritrovato speranza grazie agli interventi condotti.
Per il suo contributo alla sanità e alla comunità medica, Vosa ricevette riconoscimenti istituzionali, tra cui la medaglia d’oro della Sanità che attestano il valore della sua attività professionale e sociale. La sua figura è spesso ricordata non solo per le capacità tecniche, ma anche per la sensibilità verso il percorso di cura dei piccoli pazienti, con un approccio che privilegiava la persona prima del ruolo del malato.
Ultimo saluto a Napoli
Il lutto è stato reso noto nei luoghi che lo avevano visto operare e vivere: nato a Torre del Greco e spentosi nella sua casa di via Vittorio Colonna a Napoli il professor Vosa sarà accompagnato nell’ultimo saluto nella Chiesa di San Pasquale a Chiaia. I funerali si terranno lunedì 22 giugno, data in cui colleghi, amici e famiglie dei pazienti potranno tributare un omaggio alla sua carriera.
Il ricordo di Vosa rimane legato a istanti concreti: le sale operatorie dove ha lavorato, i reparti che ha organizzato e i medici e infermieri che ha formato. La sua eredità professionale si traduce nella normalità degli interventi pediatrici oggi possibili in strutture locali, frutto del lavoro di chi ha investito competenze e passione per anni.



