23 Giugno 2026 🌤 29°

Ondata di caldo e disservizi a Napoli: misure termografiche record e blackout in Corso Umberto

Il caldo record ha causato un blackout in Corso Umberto e rilevamenti termografici su San Pietro a Patierno mostrano superfici fino a 63,9°C; amministrazione, tecnici e associazioni chiedono strategie di adattamento e interventi mirati per le periferie

Ondata di caldo e disservizi a Napoli: misure termografiche record e blackout in Corso Umberto

Una combinazione di temperature eccezionali e infrastrutture sotto pressione ha avuto conseguenze concrete in diverse aree di Napoli: nella notte si è verificato un blackout in Corso Umberto che ha lasciato ancora circa 300 utenze senza energia, mentre indagini termografiche in un quartiere periferico hanno registrato pavimentazioni roventi fino a 63,9°C.

Le autorità cittadine e i tecnici sono intervenuti per ripristinare il servizio elettrico e per limitare i danni, lanciando al tempo stesso raccomandazioni ai residenti. Nel frattempo, associazioni ambientaliste hanno presentato misurazioni e una serie di richieste per contrastare gli effetti del calore estremo nelle aree più fragili della città.

Blackout in Corso Umberto: cause, interventi e impatto

La sospensione della fornitura in Corso Umberto è stata attribuita all’impennata delle temperature e ai danni subiti dalla rete elettrica di distribuzione. Sul posto sono arrivati il dirigente e i tecnici dell’Area Infrastrutture Stradali e Tecnologiche del Comune insieme al gestore della rete per valutare e riparare i guasti. Le operazioni di ripristino sono in corso e gli addetti stanno lavorando per ridurre al minimo i tempi di inattività.

L’amministrazione ha invitato la cittadinanza delle zone coinvolte e delle aree limitrofe a limitare l’uso di apparecchi ad alto consumo elettrico nelle ore successive, per non sovraccaricare il sistema e facilitare il ritorno alla normalità. Questa raccomandazione punta anche a garantire la sicurezza delle squadre impegnate nelle riparazioni e a favorire il ripristino dell’alimentazione di emergenza per il maggior numero possibile di utenze.

Rilevazioni termografiche a San Pietro a Patierno: numeri e criticità

Una campagna di mappatura ha monitorato il quartiere di San Pietro a Patierno considerato ad alto rischio di cooling poverty per l’assenza di servizi e spazi verdi. Le misurazioni termografiche effettuate l’11 giugno 2026 hanno analizzato 36 punti in circa 1 km² durante le ore più calde (11:00-14:00), con 18 scatti termografici che hanno rivelato condizioni preoccupanti: il 64% dei punti censiti risulta direttamente esposto al sole.

Il punto più critico è l’area giochi del Parco IV Aprile dove la temperatura della pavimentazione ha toccato i 63,9°C. In via Casoria è stato rilevato un picco di temperatura ambiente di 36,5°C. Nei luoghi ombreggiati, invece, la temperatura superficiale è risultata inferiore del 61% e la temperatura dell’aria del 25%, dimostrando come l’ombra e il verde riducano drasticamente l’impatto del calore.

Servizi essenziali esposti e trasporti vulnerabili

La mappatura ha evidenziato che la quasi totalità dei servizi essenziali del quartiere è priva di protezione solare: studi medici, farmacie, ambulatori, l’ufficio postale, il supermercato e la maggior parte dei negozi sono esposti direttamente al sole nelle ore di punta. La rete di trasporto locale, basata esclusivamente su autobus, presenta 9 fermate su 10 senza pensiline, obbligando le persone ad attendere esposte al sole.

Richieste e linee d’intervento proposte dalle associazioni

Le organizzazioni che hanno condotto la campagna chiedono di tradurre i rilievi in interventi concreti per ridurre il rischio climatico urbano. Tra le proposte emergono cinque priorità: adottare una Strategia di Adattamento Climatico a livello comunale con un Ufficio Clima dedicato; istituire una consulta del verde e intervenire su superfici permeabili, materiali urbani meno caldi e tecnologie per il recupero dell’acqua; integrare il PUC con il Piano del Verde Urbano; potenziare la forestazione urbana e infrastrutture verdi e blu, con priorità per le periferie; creare una rete di rifugi climatici e spazi climatizzati per i più fragili.

Dal punto di vista regionale viene proposta la definizione di un Piano sul welfare climatico che accosti politiche sociali e ambientali per ridurre le disuguaglianze e proteggere le fasce di popolazione più a rischio, in particolare bambini e anziani.

Commenti tecnici sul fenomeno

Gli esperti coinvolti sottolineano come la povertà energetica si manifesti con particolare intensità nelle periferie, dove il patrimonio edilizio vetusto e la scarsità di servizi amplificano l’effetto delle ondate di calore. Diventa quindi essenziale una progettazione degli interventi calata sui contesti locali per evitare spese inefficaci e per intervenire nei luoghi veramente vulnerabili.

La situazione è inserita in un contesto meteorologico più ampio: un anticiclone africano di grande persistenza sta determinando un’ondata di calore prolungata, con anomalie termiche diffuse e previsioni di picchi locali fin sopra i 40°C. I modelli indicano una possibile attenuazione delle condizioni estreme solo dopo i primi giorni di luglio, ma la persistenza dell’alta pressione aumenta il rischio per reti e persone nelle prossime settimane.

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