Con il Golfo di Napoli come sfondo e Roma all’orizzonte, l’ambasciatore degli Stati Uniti Tilman Fertitta ha scelto la città partenopea come prima tappa del suo Coastal Diplomacy Italy Tour. Questo viaggio lungo le coste italiane mira a rafforzare i legami tra le comunità locali e le istituzioni americane, spesso lontane dai tradizionali circuiti diplomatici.
La visita di Fertitta a Napoli arriva in un momento cruciale, alla vigilia dell’incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la festa dell’Independence Day a Villa Taverna. Un appuntamento che potrebbe contribuire a rilanciare il dialogo tra i due alleati storici, nonostante le recenti tensioni politiche.
Napoli e il suo ruolo storico nella diplomazia italo-americana
Fertitta ha espresso grande apprezzamento per Napoli, definendola una città speciale con una storia straordinaria e un ruolo centrale nei rapporti tra Italia e Stati Uniti. “Questo era uno dei luoghi in cui desideravo fermarmi per primi”, ha dichiarato l’ambasciatore, sottolineando l’importanza strategica e culturale della città.
Uno dei primi consolati americani in Europa nacque proprio a Napoli nel Settecento un fatto che Fertitta considera straordinario se si pensa alla giovane età degli Stati Uniti all’epoca. Napoli continua a essere un luogo speciale per persone provenienti da tutto il mondo e rappresenta un punto di riferimento nei rapporti tra i nostri Paesi.
Il contributo culturale di Napoli alla storia americana
Durante l’incontro, Fertitta ha ricordato il contributo culturale che Napoli ha dato alla nascita degli Stati Uniti, citando il filosofo Gaetano Filangieri e il suo dialogo con Benjamin Franklin. “È una storia incredibile”, ha affermato l’ambasciatore, riferendosi ai confronti tra Filangieri e Franklin su temi fondamentali per la nascita della democrazia americana e sul principio della ricerca della felicità.
Freedom250 e il legame con gli italoamericani
La visita di Fertitta si inserisce nelle celebrazioni di Freedom250 il programma che accompagnerà il 250esimo anniversario dell’Indipendenza americana. Per Fertitta, il rapporto tra Napoli e gli Stati Uniti passa anche attraverso la storia di milioni di famiglie emigrate oltreoceano.
“Circa 17 milioni di americani hanno origini italiane e la maggior parte proviene dal Sud Italia”, ha dichiarato Fertitta. “Da questo porto, come da tanti altri del Mezzogiorno, sono partite generazioni di persone che hanno costruito una nuova vita negli Stati Uniti. È impossibile non sentire questo legame quando si arriva qui.”
Diplomazia e crisi internazionali
Tra i temi affrontati durante l’incontro al Molosiglio anche i principali scenari di crisi internazionale, dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente e il dossier iraniano. Fertitta ha espresso apprezzamento per la posizione assunta dall’Italia sul conflitto tra Kiev e Mosca, sottolineando la collaborazione tra i due Paesi.
“Negli Stati Uniti apprezziamo molto il sostegno che l’Italia ha garantito all’Ucraina e la collaborazione che continua a esserci tra i nostri Paesi”, ha dichiarato Fertitta. “L’Italia è stata un alleato affidabile e responsabile in una fase molto difficile della storia europea.”
L’ambasciatore ha però sottolineato come la conclusione della guerra dipenda innanzitutto dalle parti direttamente coinvolte. “Abbiamo provato molte strade diplomatiche. Ma nessun Paese esterno può decidere da solo la fine di una guerra. Alla fine sono le nazioni coinvolte a dover trovare un punto di incontro.”
Fertitta ha insistito sulla necessità di mantenere saldo il coordinamento tra gli alleati occidentali, sostenendo che le sfide globali richiedono una risposta comune e una cooperazione sempre più stretta tra Europa e Stati Uniti. “Viviamo in un momento molto complesso. Ci sono minacce e tensioni in diverse aree del mondo e per questo è fondamentale che gli alleati restino uniti.”
Le relazioni tra Italia e Stati Uniti
Non è mancato un passaggio sul presidente Donald Trump e sul suo approccio alla politica internazionale. “Trump non è un politico tradizionale e non parla come gli altri politici. Dice ciò che pensa e questo a volte può creare reazioni forti. Ma credo che abbia contribuito a rafforzare l’attenzione sul ruolo della Nato e sulla necessità che gli alleati investano maggiormente nella sicurezza comune.”
Fertitta ha minimizzato le frizioni politiche degli ultimi mesi, ribadendo la solidità dell’alleanza tra i due Paesi. “Penso che le relazioni tra Italia e Stati Uniti siano molto buone. Lavoro ogni giorno con la leadership di entrambi i Paesi e posso dire che il rapporto è forte.”
L’ambasciatore ha utilizzato una metafora familiare per spiegare il suo punto di vista: “Anche nelle migliori relazioni ci possono essere momenti di disaccordo. Ma il 95% del tempo si lavora insieme sugli stessi obiettivi. Quello che vediamo oggi è soltanto una piccola turbolenza all’interno di un rapporto storico e profondissimo.”
Infine, un messaggio che sembra anticipare il clima con cui si presenterà all’incontro romano con Giorgia Meloni: “Noi apprezziamo gli italiani e gli italiani apprezzano gli americani. Questo è ciò che conta davvero e che continuerà a guidare il rapporto tra i nostri due Paesi.”
Il Coastal Diplomacy Tour rappresenta per l’ambasciatore un modo per uscire dai tradizionali circuiti istituzionali per fare diplomazia. “Se restassi soltanto a Roma, Milano o Venezia non avrei la possibilità di conoscere davvero il Paese. Questo viaggio mi consente di incontrare amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, leader economici e cittadini. È un’opportunità straordinaria per comprendere meglio l’Italia e rafforzare ulteriormente il rapporto tra i nostri Paesi.”



