La Procura di Bari ha aperto un’indagine che vede come persone indagate Aurelio De Laurentiis e suo figlio Luigi De Laurentiis rispettivamente legale rappresentante di Filmauro e amministratore unico della Ssc Bari. Nel mirino degli inquirenti sono finite la documentazione contabile del club pugliese e alcune operazioni di mercato ritenute potenzialmente rilevanti ai fini della capacità patrimoniale della società.
In parallelo alle indagini sono state eseguite dalle autorità finanziarie numerose perquisizioni nelle sedi operative della Ssc Bari, della Ssc Napoli e nella società Filmauro: gli accertamenti mirano a raccogliere documentazione utile a chiarire la situazione economica, patrimoniale e le condizioni che hanno portato alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale per il Bari.
Elementi dell’inchiesta e perquisizioni nelle sedi delle società
L’attività della Guardia di Finanza è partita dall’analisi di bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione del club barese, affiancata da consulenze tecniche. Dalle verifiche sarebbe emersa una perdita sistemica della Ssc Bari stimata intorno ai 30 milioni di euro nel periodo 2019-2026 con un deficit patrimoniale e un’esposizione debitoria significativa senza un piano di riequilibrio concreto.
Le perquisizioni hanno interessato documenti contabili e contratti legati a trasferimenti di calciatori; tra gli obiettivi degli accertamenti figurano anche contratti, corrispondenze e patti economici che possano chiarire se informazioni rilevanti sono state omesse o rese in modo non veritiero nel bilancio dell’esercizio 2026 del Bari.
La cessione di Elia Caprile e l’ipotesi sulle plusvalenze
Una delle operazioni finite sotto la lente è la cessione del portiere Elia Caprile che nel luglio 2026 passò dal Bari al Napoli per 2,2 milioni di euro, dopo che il club pugliese aveva acquisito il cartellino dal Leeds. L’accusa contesta che nella vendita al Napoli sia stato trasferito integralmente il diritto a beneficiare di eventuali aumenti di valore del cartellino, senza prevedere clausole di partecipazione a ulteriori plusvalenze.
Questa scelta contrattuale assume rilievo alla luce della successiva rivendita del giocatore: Caprile è stato ceduto in seguito ad altre società e poi trasferito al Cagliari per una cifra intorno agli 8 milioni di euro generando una plusvalenza che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe potuto avere riflessi diversi se la disciplina economica del passaggio fosse stata diversa. Gli inquirenti indagano quindi se quel trasferimento abbia inciso in modo significativo sul patrimonio e sui risultati di bilancio del Bari.
Coinvolgimento di dirigenti sportivi e intermediari
Nel corso delle attività sono state acquisite informazioni e documenti relativi all’operato di alcuni direttori sportivi e di un agente di calciatori, persone ascoltate o interessate alle perquisizioni anche se non tutte risultano indagate. Le verifiche cercano di ricostruire i ruoli nelle trattative e la presenza di eventuali patti economici che abbiano inciso sugli equilibri finanziari della società barese.
Reati contestati: bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali
La Procura contesta a vario titolo il reato di bancarotta fraudolenta collegato alla richiesta di liquidazione giudiziale del Bari e il reato di false comunicazioni sociali relativo al bilancio 2026. La prima ipotesi riguarda condotte che, in sede fallimentare o di liquidazione, possano aver favorito il deterioramento del patrimonio societario o la sottrazione/occultamento di beni; la seconda si fonda sull’esposizione di informazioni economiche, patrimoniali o finanziarie non corrispondenti al vero o sulla omissione di fatti rilevanti.
Nel dettaglio, le false comunicazioni sociali vengono indagate quando da bilanci, relazioni o note integrative emergono fatti materiali non veritieri o mancano elementi che avrebbero dovuto essere esposti per una corretta valutazione dello stato finanziario della società. Le attività in corso mirano a stabilire se tali condizioni si siano realizzate nel caso del Bari.
Le verifiche proseguiranno con l’acquisizione di ulteriore documentazione e con eventuali approfondimenti sui contratti di trasferimento, sulle scritture contabili e sui flussi finanziari collegati alle operazioni contestate. Il procedimento è in fase di accertamento e la presenza di indagati non equivale a una sentenza: l’indagine deve ora ricostruire fatti e responsabilità sulla base degli elementi raccolti.



