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Due Daspo per i giovani che hanno invaso la vi tappa del Giro d’Italia a San Vitaliano

Il questore di Napoli ha emesso due provvedimenti di Daspo dopo l'invasione del percorso della VI tappa del Giro d'Italia il 14 maggio 2026 a San Vitaliano: i due giovani sono stati denunciati e saranno allontanati dalle manifestazioni sportive per due anni

Due Daspo per i giovani che hanno invaso la vi tappa del Giro d’Italia a San Vitaliano

Il 14 maggio 2026, durante la VI tappa del Giro d’Italia Paestum-Napoli, un episodio ha rischiato di compromettere la sicurezza della corsa e dei presenti. All’altezza di via Nazionale delle Puglie, nel comune di San Vitaliano, due giovani sono entrati sul percorso di gara, ostacolando il passaggio dei corridori e spintonandone alcuni con il chiaro intento di provocarne la caduta. Le immagini diffuse dai presenti hanno rapidamente documentato la gravità dell’accaduto.

La reazione delle forze dell’ordine non si è fatta attendere: il 19 maggio 2026 il questore di Napoli ha adottato due provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive, noti come Daspo, nei confronti dei due responsabili. I ragazzi, di 19 e 21 anni, sono stati denunciati dagli agenti del Commissariato di Nola con accuse che comprendono il rischio per la pubblica incolumità e tentate lesioni personali.

La dinamica dell’episodio e le responsabilità

Secondo le ricostruzioni ufficiali, i due giovani hanno oltrepassato le delimitazioni predisposte per il pubblico e sono piombati sulla carreggiata proprio mentre il gruppo dei corridori transitava a elevate velocità. Il loro comportamento ha creato un pericolo immediato non solo per gli atleti coinvolti, ma anche per gli altri partecipanti e per gli spettatori ai lati della strada. Le autorità hanno infatti contestato loro, oltre all’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, il reato relativo al pericolo all’incolumità pubblica durante eventi sportivi.

Intervento delle forze dell’ordine

Gli agenti del Commissariato di Nola, presenti sul posto per il dispositivo di ordine pubblico, sono intervenuti prontamente per fermare i due individui, identificarli e procedere alle denunce. L’azione tempestiva delle forze dell’ordine ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente, scongiurando possibili cadute a catena che avrebbero potuto coinvolgere numerosi corridori. L’episodio è stato quindi passato agli uffici della Divisione polizia anticrimine della Questura per l’istruttoria.

Il Daspo: misura, durata e implicazioni

Il provvedimento disposto dal questore di Napoli consiste nel divieto di accesso alle manifestazioni sportive e ha la durata di due anni per ciascuno dei giovani coinvolti. Il DASPO è una misura amministrativa che impedisce ai destinatari di assistere a eventi sportivi in presenza, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza pubblica e prevenire il ripetersi di condotte pericolose. In pratica, durante il periodo di efficacia del provvedimento i due non potranno partecipare a eventi sportivi pubblici su tutto il territorio nazionale.

Conseguenze legali e pratiche

Oltre al divieto di accesso, i due sono stati denunciati per tentate lesioni personali, pericolo per l’incolumità pubblica durante manifestazioni sportive e per inosservanza delle disposizioni delle autorità. Queste accuse possono comportare ulteriori azioni giudiziarie se gli inquirenti decidono di procedere con richieste di sanzioni penali o civili. Sul piano pratico, l’applicazione del Daspo mira anche a inviare un segnale dissuasivo nei confronti di comportamenti che trasformano eventi sportivi in situazioni rischiose.

Riflessioni e prevenzione per il futuro

L’episodio di San Vitaliano mette in luce la fragilità della sicurezza durante manifestazioni su strada affollate come una tappa del Giro d’Italia. L’organizzazione di eventi sportivi di rilievo internazionale richiede non solo un dispositivo di sorveglianza efficace, ma anche il rispetto delle regole da parte del pubblico. Le autorità sottolineano l’importanza di barriere, percorsi protetti e personale addetto all’ordine pubblico per ridurre il rischio di comportamenti imprudenti o deliberatamente pericolosi.

Un monito per gli spettatori

La vicenda evidenzia come la passione per lo sport non possa giustificare atti che mettano a repentaglio la sicurezza. Il ricorso a misure come il Daspo ribadisce che esistono limiti oltre i quali l’entusiasmo si trasforma in reato. Per gli organizzatori e le forze dell’ordine resta la sfida di bilanciare accoglienza e sicurezza, mentre per il pubblico la responsabilità di rispettare le delimitazioni per garantire che la gara si svolga in modo ordinato e sicuro.

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