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Difendere le eccellenze produttive per rigenerare Avellino e Benevento

Uil Campania chiede protezione delle realtà produttive locali e dialogo tra parti per tutelare le aree interne come Valle Ufita

Difendere le eccellenze produttive per rigenerare Avellino e Benevento

Il futuro delle zone interne si gioca anche sulla capacità di mantenere e valorizzare le industrie che ancora resistono sul territorio. Aree interne come quelle di Avellino e Benevento conservano un patrimonio produttivo e manifatturiero che non va dato per scontato: è su queste basi che si può costruire una ripresa più solida e duratura. Il tema è stato al centro dell’assemblea territoriale della Uil per le province di Avellino e Benevento, un momento di confronto in cui si è sottolineata la necessità di mettere in campo politiche concrete per evitare smantellamenti e perdite occupazionali.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito come la difesa delle realtà industriali non sia solo una questione economica, ma anche di coesione sociale. Proteggere la manifattura significa preservare competenze, filiere e identità locali, elementi che pagano tasse sociali e culturali se trascurati. Il segretario generale della Uil Campania, Giovanni Sgambati, ha richiamato l’attenzione sulle aziende strategiche presenti nel territorio, segnalando la necessità di interventi mirati per evitare il progressivo impoverimento dell’area.

Priorità: tutelare le industrie locali

Tra le priorità emerse c’è la salvaguardia di stabilimenti e poli produttivi che rappresentano punti di forza per l’occupazione e l’indotto. Nella discussione sono stati citati esempi concreti come Stellantis e Menarini nella Valle Ufita, nomi che sintetizzano merci, competenze e posti di lavoro. Per evitare il rischio di chiusure o ridimensionamenti serve però un approccio condiviso: le imprese, le organizzazioni sindacali e le istituzioni regionali devono lavorare insieme in una logica di sinergia e responsabilità, calibrando misure che tengano conto delle specificità territoriali e dei vincoli di mercato.

Sinergia istituzionale e ruolo della Regione

Il discorso del segretario Sgambati ha rivolto un invito esplicito al presidente della Regione, Roberto Fico, perché assuma un ruolo attivo nel promuovere il dialogo tra le parti e nell’attivare strumenti utili alla stabilità produttiva. Dialogo e concertazione sono state indicate come leve indispensabili per progettare interventi che favoriscano la permanenza delle imprese sul territorio, la formazione di competenze tecniche e l’attrazione di investimenti complementari. In un quadro di responsabilità condivisa, le scelte regionali possono fare la differenza tra un declino progressivo e una riconversione positiva.

La riorganizzazione sindacale come contesto

L’assemblea territoriale ha assunto anche una valenza organizzativa: si sta infatti completando il processo di accorpamento e regionalizzazione della Uil sul territorio campano, con l’intento di rendere l’azione sindacale più efficace e coesa. I lavori sono stati aperti da Luigi Simeone, segretario generale della Uil Avellino e Benevento, che ha richiamato la necessità di un sindacato radicato e capace di rappresentare al meglio i lavoratori in contesti difficili. Le delegate e i delegati presenti hanno animato il confronto con osservazioni pratiche e proposte operative.

Ruolo delle rappresentanze locali

Nel corso dell’assise è emersa l’importanza delle rappresentanze locali per intercettare criticità specifiche e per costruire risposte ad hoc. Delegati e delegate hanno portato esperienze sul campo che hanno evidenziato come sia possibile mettere a punto strumenti di contrasto alle crisi aziendali, purché vi sia rapidità d’azione e capacità di negoziazione. L’attenzione è stata posta anche sulla necessità di favorire percorsi di formazione tecnica e di riqualificazione per i lavoratori, così da consolidare il capitale umano presente nelle aree interne.

Prospettive e responsabilità condivise

La conclusione dell’assemblea ha ribadito un concetto semplice ma cruciale: per proteggere il tessuto produttivo delle zone interne occorre una strategia che combini tutela delle eccellenze, politiche industriali locali e un solido dialogo istituzionale. Salvaguardare le aree interne non è un compito che spetti solo ai sindacati o alle imprese, ma riguarda amministrazioni, forze economiche e comunità. Solo attraverso un impegno coordinato si può sperare di trasformare la criticità in opportunità, consolidando una vocazione produttiva che resti competitiva e sostenibile nel tempo.

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