Milano si conferma ancora una volta la città più cara d’Italia per l’acquisto di beni e servizi essenziali. Un’indagine recente ha evidenziato come il costo della vita nel capoluogo lombardo sia significativamente più alto rispetto ad altre città italiane, con un divario particolarmente marcato nel confronto con Napoli. Questo studio, basato sui dati aggiornati a giugno 2026, offre una panoramica dettagliata delle differenze di prezzo che caratterizzano il nostro Paese.
Il paniere di beni e servizi esaminato include 33 voci, tra cui alimentari e prestazioni come parrucchieri, veterinari e ristorazione. A Milano, per acquistare questi prodotti e servizi, servono 692,71 euro, mentre a Napoli ne bastano 401,91. Questo significa una differenza di quasi 291 euro, pari a un divario del 42%. Un’analisi che rivela come il Nord e il Sud del Paese vivano in realtà economiche molto diverse.
Le città più care e quelle più economiche
Alle spalle di Milano, le città con i costi più elevati sono Bolzano (652,34 euro), Bologna (642,92 euro) e Aosta (640,89 euro). In fondo alla classifica, oltre a Napoli, troviamo Palermo (464,13 euro), Catanzaro (473,81 euro) e Bari (493,90 euro). Questo confronto non tiene conto di voci come affitti, mutui o bollette, ma misura quanto possono cambiare i prezzi di acquisti quotidiani e frequenti.
Il divario territoriale non è una novità, ma si conferma anno dopo anno, soprattutto quando si passa dai prodotti ai servizi. Aosta e Bolzano superano entrambe i 452 euro per le prestazioni considerate, mentre Palermo si ferma a 292,34 euro. Tra Milano e Napoli, il costo del pacchetto di servizi è quasi doppio, con 490,85 euro contro 261,38 euro.
Alimentari: differenze meno estreme ma significative
Per quanto riguarda gli alimentari, le distanze restano ampie ma meno estreme. La spesa per frutta, verdura, carne, pesce e altri prodotti del paniere si colloca attorno ai 200 euro a Firenze, Bologna, Genova, Trieste, Milano e Bolzano. Scende a 171,79 euro a Palermo, 168,15 a Bari, 154,01 a Pescara e 149,33 a Catanzaro. Napoli è ancora la più conveniente, con 140,53 euro: circa 63 euro in meno rispetto a Firenze, che con 203,97 euro registra il valore più alto tra le città considerate.
All’interno di queste medie nazionali si nascondono differenze ancora più vistose. Il pane fresco più caro si trova a Bolzano: 7,16 euro al chilo, quasi tre volte i 2,46 euro rilevati a Napoli. Firenze conquista invece un primato poco invidiabile per il prosciutto crudo, che arriva in media a 41,21 euro al chilo. A Trieste le zucchine costano 2,98 euro al chilo e un taglio di capelli da donna supera i 33 euro, contro i 15,42 euro di Napoli.
Servizi: dal dentista alla pizzeria, le differenze sono marcate
Il divario diventa ancora più evidente quando si entra nello studio del dentista. Per un’otturazione, la media indicata ad Aosta è di 176,43 euro, mentre a Palermo si scende a 71,15 euro e a Napoli a 73. Anche il lavaggio dell’auto cambia molto da una città all’altra: 21,32 euro a Bolzano contro 8,56 ad Ancona.
Per una serata fuori, la pizzeria più conveniente tra quelle monitorate è a Catanzaro, dove il pasto medio preso a riferimento costa 10,35 euro; a Bolzano si arriva a 14,93. Al cinema il biglietto meno caro è a Bari, 7,27 euro, mentre a Bologna si sale a 11,49 euro. La geografia dei prezzi riguarda infine anche gli animali domestici. Una vaccinazione dal veterinario costa in media 63,04 euro a Milano, più del doppio dei 29,54 euro di Napoli. Per la toelettatura di un cane si va dai 23,71 euro di Catanzaro e 24,43 di Bari fino ai 49,61 euro di Aosta.
Il risultato è un mosaico di prezzi molto diverso da città a città, nel quale il divario territoriale appare particolarmente marcato nei servizi. E se Milano e Napoli restano i due estremi della classifica, i numeri suggeriscono soprattutto una cosa: a parità di acquisto, il luogo in cui si vive può incidere sul conto finale molto più di quanto mostrino le sole medie nazionali.



