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Contrabbando di carburanti: l’inchiesta che collega il clan Mazzarella a un’evasione da 7,8 milioni

Tre persone sono finite nel mirino della giustizia per un traffico illecito di carburanti che ha coinvolto il clan Mazzarella, con un'evasione fiscale da 7,8 milioni di euro.

Contrabbando di carburanti: l’inchiesta che collega il clan Mazzarella a un’evasione da 7,8 milioni

Un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha svelato un vasto traffico di carburanti di contrabbando, con il coinvolgimento del clan Mazzarella e un’evasione fiscale che supera i 7,8 milioni di euro. L’operazione, coordinata dalla Dda partenopea e delegata ai finanzieri del Comando provinciale di Caserta ha portato all’emissione di un provvedimento del Tribunale del Riesame nei confronti di tre persone.

Due degli indagati sono stati raggiunti dalla misura della custodia in carcere per associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di prodotti energetici con l’aggravante del collegamento con le attività del clan Mazzarella. Il terzo indagato è stato accusato di associazione di tipo camorristico riferita al sodalizio. Il provvedimento è diventato definitivo il 15 luglio dopo che la Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dalle difese degli indagati.

Un sistema organizzato per il contrabbando di carburanti

Le indagini hanno accertato l’esistenza di un sodalizio criminale dedito al traffico di prodotti energetici, in contatto con fornitori comunitari e nazionali per l’approvvigionamento di carburante di contrabbando. Questo carburante veniva poi immesso illecitamente in consumo attraverso depositi commerciali e distributori compiacenti sul territorio campano.

Gli accertamenti hanno evidenziato punti di contatto tra la struttura criminale e soggetti organici al clan Mazzarella. Durante l’attività investigativa, sono stati sequestrati complessivamente 133.796 litri di prodotti energetici mentre il consumo in frode accertato ammonta a oltre 10 milioni di litri sottratti al fisco.

La latitanza e la costituzione in carcere

Due degli indagati erano già detenuti e hanno ricevuto il provvedimento in carcere. Il terzo, invece, si era trasferito in Grecia rendendosi irreperibile. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto europeo. Dopo circa un mese di latitanza, il 25 agosto si è costituito nel carcere di Secondigliano.

L’evasione fiscale e la frode Iva

L’evasione fiscale accertata, tra accise e Iva, è pari a circa 7,8 milioni di euro. Le indagini hanno inoltre fatto emergere la fittizia creazione e successiva cessione di crediti fiscali derivanti da dichiarazioni Iva fraudolente, per un valore di oltre 6 milioni di euro.

Questa inchiesta mette in luce un sistema organizzato per il contrabbando di carburanti, con il coinvolgimento della criminalità organizzata. Le autorità continuano a indagare per ricostruire i rapporti, i ruoli e i flussi economici di questo sistema, con l’ombra del clan Mazzarella che aleggia sullo sfondo.

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