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Trapianto fallito a Napoli: famiglia del piccolo Domenico cerca verità

Patrizia Mercolino e Alfonso Antonio Caliendo, genitori del piccolo Domenico, chiedono alla Procura di Napoli di indagare su un possibile omicidio volontario mediante omissione.

Trapianto fallito a Napoli: famiglia del piccolo Domenico cerca verità

La tragedia del piccolo Domenico Caliendo, deceduto il 21 all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito, continua a suscitare domande e richieste di chiarimenti. I genitori del bambino, Patrizia Mercolino e Alfonso Antonio Caliendo, attraverso il loro legale Francesco Petruzzi, hanno depositato un’integrazione di querela alla Procura di Napoli, chiedendo di verificare se il cardiochirurgo Guido Oppido possa essere accusato di omicidio volontario mediante omissione con dolo eventuale.

Al centro della richiesta c’è il mancato utilizzo del cuore artificiale extracorporeo Berlin Heart, che, secondo la perizia dei consulenti del gip, avrebbe potuto salvare la vita di Domenico. La famiglia sostiene che il bambino avrebbe potuto essere sottoposto a un nuovo trapianto se fosse stato utilizzato questo dispositivo.

La perizia e le responsabilità del cardiochirurgo

La perizia depositata dai consulenti del gip ha evidenziato che la fase più favorevole per la conversione dall’Ecmo al supporto ventricolare BiVAD/Berlin Heart EXCOR sarebbe stata tra la fine di e i primi giorni di. La difesa dei genitori chiede di verificare se il dottor Oppido, indicato come responsabile del percorso decisionale, avesse previsto che la prosecuzione dell’Ecmo avrebbe potuto portare alla perdita irreversibile della candidabilità al trapianto e alla morte di Domenico.

Secondo l’integrazione di querela, la mancata conversione al Berlin Heart ha portato alla permanenza del bambino sull’Ecmo per circa sessanta giorni, con un progressivo deterioramento delle sue condizioni. Il 17 febbraio, quando un cuore compatibile era disponibile, Domenico non era più trapiantabile.

Le dichiarazioni contestate

Nell’integrazione di querela viene sollevata anche la questione di una possibile falsità relativa alla dichiarazione sul Berlin Heart. Nel verbale dell’Heart Team del 13 febbraio, il dottor Oppido avrebbe dichiarato che l’ipotesi di utilizzare il dispositivo era stata già valutata e scartata fin da fine dicembre per l’alto rischio di infezione. Tuttavia, la perizia non ha rinvenuto documentazione relativa a una riunione multidisciplinare tempestiva sul confronto tra Ecmo e Vad, né una valutazione completa e formalizzata del rapporto rischio-beneficio.

L’avvocato Petruzzi sottolinea che la mancata reperibilità degli atti non prova isolatamente la falsità, ma richiede di accertare se la valutazione sia realmente avvenuta o sia stata affermata ex post per giustificare la mancata conversione.

Le richieste della difesa

La difesa dei genitori chiede alla Procura di verificare se il dottor Oppido abbia concretamente previsto che la prosecuzione dell’Ecmo avrebbe potuto condurre alla perdita irreversibile della candidabilità e alla morte di Domenico e se, nonostante questa rappresentazione, abbia accettato il rischio dell’evento mediante la mancata conversione a BiVAD/Berlin Heart. L’accertamento deve riguardare l’adesione volitiva al rischio letale, non la sola previsione del rischio.

La famiglia di Domenico Caliendo continua a cercare risposte e giustizia per la perdita del loro figlio, sperando che le indagini possano fare chiarezza sulle scelte cliniche che hanno portato alla tragedia.

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