In una notte di settembre, a Marano, la vita di Raffaele De Rosa è stata sconvolta da un gesto vandalico che ha scosso l’intera comunità. Raffaele, 36enne affetto da sclerosi multipla ha visto la sua auto, fondamentale per la sua autonomia, andare in fiamme sotto casa sua. Un atto che non solo ha distrutto un bene materiale, ma ha anche lasciato profonde cicatrici emotive.
L’episodio, avvenuto in via Ungheria, ha subito destato sospetti di natura dolosa. I vigili del fuoco, intervenuti prontamente, hanno confermato che l’incendio non era accidentale. Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso, ma la paura di Raffaele è palpabile: chi ha compiuto questo gesto sa dove abita e questo lo rende vulnerabile, soprattutto per la sua famiglia.
La lotta per il parcheggio disabili e le tensioni pregresse
Questo episodio non è isolato. Raffaele ha una lunga storia di conflitti legati allo stallo riservato ai disabili sotto casa sua. Il posto auto, già al centro di precedenti denunce, è diventato un simbolo delle tensioni che spesso circondano questi spazi. Circa un anno fa, il Comune di Marano ha modificato il regolamento, rendendo gli stalli accessibili a tutti i disabili muniti dei requisiti necessari, ma questo non ha risolto completamente il problema.
La vicenda ha attirato l’attenzione della Procura di Napoli Nord e della Prefettura di Napoli che stanno monitorando la situazione. Raffaele, nel frattempo, si trova a dover affrontare una nuova sfida: trovare un mezzo di trasporto che gli permetta di mantenere la sua indipendenza.
La solidarietà che ha cambiato tutto
La notizia dell’incendio ha scatenato una gara di solidarietà senza precedenti. Una raccolta fondi avviata dall’associazione “La battaglia di Andrea” insieme al deputato Francesco Emilio Borrelli, ha raccolto in pochi giorni 43mila euro. Ma non solo denaro: due giovani imprenditori, gestori della Rg Motors, hanno donato una Peugeot rossa a Raffaele, permettendogli di riacquistare la sua autonomia.
“È stato Raffaele a chiedere di fermare la raccolta fondi perché ha ritenuto che quella somma fosse più che sufficiente”, ha spiegato Borrelli. Questa storia ha dimostrato che, di fronte a un’ingiustizia, la comunità può unirsi per trasformare la rabbia in speranza.
La paura e la speranza
Asia Maraucci, presidente dell’associazione “La battaglia di Andrea”, ha espresso solidarietà a Raffaele, comprendendo la sua paura. “Capisco benissimo la paura di Raffaele, perché purtroppo anche noi non ci sentiamo più al sicuro da tempo”, ha dichiarato. La vicenda ha messo in luce non solo la necessità di rispettare i diritti delle persone con disabilità, ma anche l’importanza di una comunità che si stringe attorno a chi ne ha bisogno.
Raffaele, ora con una nuova auto, ha riacquistato il sorriso. La sua storia è un esempio di come la solidarietà possa vincere sulla violenza e sulla paura. Una lezione che Marano, e non solo, non dimenticherà facilmente.



