Il processo relativo alla bonifica dell’ex area industriale di Napoli Ovest, gestita dalla società Bagnoli Futura è giunto a una svolta decisiva. Dopo un iter giudiziario iniziato nel 2007, la seconda sezione della Corte di Appello di Napoli ha emesso una sentenza che riconosce la sussistenza di un disastro ambientale e condanna quattro responsabili dei fatti contestati.
Condanne emesse dalla Corte di Appello di Napoli
Gli imputati condannati sono quattro ex dirigenti: Gianfranco Caligiuri ex direttore tecnico di Bagnoli Futura, ha ricevuto una pena di due anni e sei mesiAlfonso De Nardo ex responsabile dell’Arpac, è stato collocato a due anni di reclusione; Mario Hubler ex direttore generale della stessa società, e l’architetto Giuseppe Pulli ex dirigente del Comune di Napoli, hanno entrambi ottenuto una condanna di un anno e otto mesi. La decisione segna la fine di una lunga serie di accertamenti giudiziari che avevano finora oscillato tra assoluzioni e condanne parziali.
Benefici concessi e revoca dell’interdizione
Per quanto riguarda le pene accessorie, la Corte ha disposto la sospensione condizionale della reclusione per Hubler, Pulli e De Nardo, evitando così l’effettiva detenzione. Al contempo, è stata revocata la interdizione dai pubblici uffici, di cinque anni, impostata a carico di Caligiuri, lasciandogli la possibilità di ricoprire nuovamente incarichi istituzionali.
Il percorso giudiziario che ha condotto alla sentenza
Il caso è stato caratterizzato da più fasi appenniniche. Nel 2018, la VI sezione penale del Tribunale di Napoli aveva inflitto sei condanne per reati legati alla gestione dell’area, ma la Corte di Cassazione, con provvedimento del 14 maggio 2025, aveva annullato la sentenza in ragione di errori procedurali. Tale annullamento aveva richiesto un nuovo giudizio, conclusosi il 29 ottobre scorso con la presente decisione della seconda sezione d’appello. In totale, il procedimento si è protratto per 19 anni coinvolgendo sei magistrati esperti nella valutazione dei fatti.
Il caso del notaio Sabatino Santangelo
Il procedimento non ha previsto azioni penali nei confronti del notaio Sabatino Santangelo ex vice sindaco di Napoli, a causa del suo decesso. Il professionista si è tolto la vita lanciandosi dal balcone alla fine del mese di gennaio scorso, evento che ha chiuso anche la sua eventuale partecipazione al processo.
Reazioni delle parti coinvolte
La sostituta procuratrice Stefania Buda ha accolto la decisione giudiziaria, affermando: “Questa sentenza ha confermato la validità dell’impianto accusatorio e ha riconosciuto l’esistenza di un disastro ambientale ancora in corso, poiché la bonifica non è ancora stata completata”. Dall’altro lato, l’avvocato Alfonso Furgiuele difensore di Caligiuri e Hubler, ha dichiarato l’intenzione di ricorrere nuovamente alla Cassazione, sostenendo che l’accertamento della responsabilità risulta irragionevole alla luce delle precedenti assoluzioni emesse da due altre sezioni della stessa corte.



