Il 31 luglio scorso la città di Pozzuoli è stata scossa da un violento terremoto che ha provocato danni diffusi e una notevole ondata di sfollati nei quartieri dei Campi Flegrei. In questo clima di emergenza, la parrocchia di San Gennaro alla Solfatara ha trovato un modo per ricostruire il senso di comunità: una messa celebrata sul sagrato della chiesa, all’aperto, in piena sicurezza.
Il responsabile spirituale, fra Alfonso Fabbricatore cappuccino da due anni a capo della parrocchia, ha spiegato che la scelta di spostare il rito fuori dalle mura è dettata sia da esigenze logistiche sia da un profondo rispetto per i fedeli che vivono ancora la confusione e lo smarrimento provocati dal sisma. Il sacro luogo della Solfatara, teatro del martirio del santo, diventa così un punto di aggregazione protetto.
Messa sul sagrato dopo il terremoto: la decisione di fra Alfonso Fabbricatore
Alle ore 10:00 del 19 settembre 2026, fra Fabbricatore ha guidato la prima celebrzione eucaristica sulla porzione di terreno annessa alla chiesa, davanti a una folla di credenti, operatori sanitari e volontari. Il sacerdote ha sottolineato che il tradizionale miracolo della pietra ovvero la colorazione rossa della pietra su cui fu ucciso San Gennaro, non sarà visibile a causa dei lavori di consolidamento strutturale. Tuttavia, ha annunciato che il busto del santo sarà portato all’esterno, per permettere a tutti di venerarlo in sicurezza.
Il profondo legame con la martire Solfatara
Il santuario, eretto sul luogo delle persecuzioni di Diocleziano, custodisce una pietra intrisa del sangue del martire; ogni 19 settembre la pietra si arrossa, segno del miracolo di San Gennaro. La decisione di esporre il busto all’aperto, pur mantenendo il rispetto per la tradizione, è stata accolta con entusiasmo dalla comunità, che vede in questo gesto un simbolo di rinascita dopo il terribile terremoto.
Il programma delle celebrazioni del 19 settembre 2026 e le precauzioni contro il bradisismo
Le autorità ecclesiastiche hanno predisposto un fitto calendario di celebrazioni per la giornata, con diverse messe mattutine e una finale alle ore 19:00. La funzione di mezzogiorno è stata presieduta dal Ministro Provinciale Fra Gianluca Savarese mentre la messa conclusiva è stata affidata al Vescovo della Diocesi di Pozzuoli, Monsignor Carlo Villano. Tutti gli eventi si sono svolti sul sagrato, una scelta dettata dal bradisismo attivo nella zona, che rende pericoloso l’uso di strutture chiuse dopo scosse sismiche.
Presenza dei dignitari ecclesiastici
Le autorità religiose hanno coordinato le attività con i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine per garantire la massima sicurezza dei partecipanti. Il fotografo Enzo Buono ha documentato l’atmosfera di raccoglimento, catturando immagini che mostrano la commistione tra devozione popolare e attenzione tecnica. Il rispetto delle norme di sicurezza è stato ribadito più volte durante gli annunci, evidenziando la partecipazione attiva della chiesa nella gestione del territorio.
Reazioni della comunità e prospettive per la ricostruzione
Nel pomeriggio, fra Fabbricatore ha incontrato gli sfollati nei pressi del lungomare, ascoltando le loro preoccupazioni: “c’è confusione e smarrimento, ma dobbiamo continuare a sperare”, ha detto il parroco, sottolineando il ruolo della fede come fattore di coesione. Le autorità civili stanno valutando interventi di consolidamento edilizio nella zona della Solfatara, mentre la parrocchia sta organizzando momenti di assistenza psicologica e spirituale per le famiglie colpite.
Con il busto del santo ora esposto all’esterno e le messe svolte in un’area sicura, la comunità di Pozzuoli intende trasformare la tragedia in un’opportunità di rinnovamento, mantenendo viva la tradizione di San Gennaro e rafforzando il legame tra fede e resilienza urbana.



