Nel pomeriggio di ieri, le forze dell’ordine della Compagnia di Pozzuoli erano impegnate in una operazione di contrasto ai furti di veicoli, fenomeno che negli ultimi mesi ha registrato una crescita preoccupante nella zona campana. Una squadra di Carabinieri della sezione operativa, dotata di rilevatori di movimento e di una pattuglia di supporto, pattugliava i principali itinerari urbani alla ricerca di comportamenti sospetti. L’obiettivo era individuare veicoli in movimento anomalo, soprattutto nelle zone di parcheggio di via Pagano, dove spesso vengono “catturati” i ladri in fase di scambio o di trasporto di auto rubate.
Alle ore 18:30, gli agenti notarono una Mitsubishi Colt che girava lentamente tra le macchine ferma, trasportando a bordo tre persone. L’atteggiamento dei passeggeri, la velocità ridotta e la costante osservazione dei dintorni furono sufficienti a far scattare il sopralluogo. I militari si avvicinarono e pronunciarono l’ordine di fermare il veicolo; tuttavia, l’autista premé l’acceleratore, avviando una fuga inaspettata. Un carabiniere riconobbe immediatamente il conducente: era lo stesso 41enne già noto alle autorità per precedenti legati al mercato nero delle auto.
Il controllo in via Pagano e lo scoppio della fuga
Il gesto impulsivo dell’autista trasformò una semplice verifica di routine in una scena da film d’azione. Subito dopo l’intervento, la Mitsubishi accelerò verso il sobborgo di Monteruscello, immettendosi nella Strada Statale 7 Quater con la direzione impostata su Napoli. I carabinieri nonostante la sorpresa, tentarono di bloccare la fuga con un ordine di fermata, ma il sospetto non diede indicazioni, accelerando ulteriormente l’auto e attraversando l’uscita per Pozzuoli. In un momento di estrema pericolosità, il conducente fece un sorpasso in contromano lungo via Domitiana, immettendosi poi nel vivace Rione Toiano, dove le strade erano affollate da residenti intenti alle attività quotidiane.
Le forze dell’ordine, consapevoli del rischio per la popolazione, schierarono una coppia di veicoli di soccorso, noti come “macchine civetta”, per tentare di opporsi al veicolo fuggitivo. Tuttavia, la stretta urbanistica del quartiere e il numero di pedoni costrinsero i carabinieri a rallentare la loro corsa, evitando ulteriori tamponamenti. Il latitante, al volante della Mitsubishi, mostrò una determinazione a non fermarsi, schivando le auto dei civili e mantenendo una velocità sufficiente per coprire una distanza di circa 18 chilometri prima di abbandonare il mezzo in un’area isolata.
Inseguimento di 18 chilometri tra Monteruscello e il Rione Toiano
L’inseguimento, durato poco più di quindici minuti, vide il convoglio dei carabinieri percorrere la SS7 Quater, la via Domitiana e le viuzze interne del Rione Toiano, accompagnando la Mitsubishi in una corsa frenetica tra marciapiedi, attraversamenti pedonali e curve strette. Gli agenti dovettero effettuare manovre di emergenza, mantenendo la distanza di sicurezza per non mettere a repentaglio gli abitanti del quartiere. Alla fine della corsa, la Mitsubishi fu abbandonata vicino a una zona di verde pubblico, con il motore spento e le porte aperte, segno evidente della volontà del conducente di disfarsi rapidamente del veicolo rubato.
Le indagini immediate comparse sul luogo raccolsero testimonianze oculari e immagini delle telecamere di sorveglianza disseminate nella zona. Grazie a queste prove, il comando dei carabinieri poté ricostruire il percorso esatto del fuggitivo, confermando che l’auto, presumibilmente rubata pochi giorni prima, era stata usata come “civetta” per nascondere il vero responsabile. L’auto fu successivamente rimossa dal luogo, registrata come bene rubato e messa a disposizione delle autorità per eventuali procedimenti giudiziari.
Ricerche, sequestro degli attrezzi e l’arresto definitivo
Le forze dell’ordine si spostarono subito nella residenza del 41enne, sita a pochi chilometri dal luogo dell’abbandono. Un perquisito accurato rivelò un prezioso bottino: all’interno del bagagliaio di un’altra automobile fu scoperto uno zaino contenente diversi attrezzi da scasso tra cui pinze, leve e una serie di chiavi vergini in grado di aprire differenti tipologie di veicoli. Questi oggetti, classificati come “posseduti in modo ingiustificato”, costituiscono una prova decisiva per il reato di ricettazione e per l’accusa di possesso illegale di chiavi e grimaldelli.
Con l’evidenza raccolta, il 41enne fu posto sotto custodia e trasferito in carcere, dove attende ora il giudizio. Le accuse formulatesi contro di lui includono resistenza a pubblico ufficialefuga pericolosa e danneggiamento del patrimonio pubblico, oltre ai reati già menzionati. L’intervento tempestivo dei carabinieri ha permesso di interrompere una rete di furti di automobili e di confiscare materiale che avrebbe potuto alimentare ulteriori attività criminali nella zona di Napoli e provincia. Il caso evidenzia ancora una volta l’importanza della vigilanza costante sulle strade e della rapidità operativa delle forze dell’ordine.



