Negli ultimi giorni le corsie dei supermercati più importanti di Napoli e dell’intera Campania si sono trasformate in corridoi spogli, con i soliti prodotti di prima necessità quasi completamente assenti. Il marchio Sole 365 appartenente al gruppo AP Commerciale, è al centro di una situazione drammatica che sta rapidamente assumendo contorni di emergenza.
Il fenomeno non è limitato a un singolo negozio: più di 130 punti vendita hanno registrato un calo delle scorte tale da lasciare gli scaffali praticamente vuoti da due o tre giorni. Dietro a questo vuoto si nasconde un blocco delle forniture scaturito dalle recenti proteste di autotrasportatori e agricoltori nel Sud Italia.
Blocco delle forniture e impatto sui punti vendita
Il blocco delle forniture è iniziato lo scorso venerdì e ha paralizzato sia le uscite sia le entrate dei depositi centrali di AP Commerciale. Il risultato è una fila di mille pallet di merce, prevalentemente prodotti freschi che non può più essere distribuita e, per necessità igienica, deve essere distrutta. Il fatturato medio del gruppo, pari a 30 milioni di euro a settimana si vede subito minacciato da questa interruzione.
Dichiarazioni del consiglio di amministrazione
Mario Gasbarrino, consigliere di amministrazione di AP Commerciale, ha dichiarato: “La situazione è drammatica. I nostri punti vendita sono quasi completamente vuoti ormai da 2 o 3 giorni. Dallo scorso venerdì dai nostri depositi non esce nulla, siamo completamente bloccati con almeno mille pallet di merce da buttare, in quanto si tratta di prodotti freschi ormai invendibili.” Ha aggiunto che la mancanza di scorte non riguarda solo i prodotti freschi, ma anche il scatolame e gli alimenti secchi, rischiando di rendere la zona “a secco”.
Conseguenze per i consumatori e percezione della crisi
Il vuoto degli scaffali ha generato una reazione di panico tra i clienti abituali. Nei giorni più recenti si sono registrati scenari di acquisto compulsivo, con la gente che afferra prodotti in quantità sproporzionate “come se dovesse iniziare la guerra”. Gasbarrino ha osservato: “Ho notato effetti di panico nei clienti, ho assistito a scene allucinanti. Tra poco non ci sarà più niente.”
Un altro elemento di tensione è la percezione di abbandono del Sud da parte delle istituzioni nazionali. Il rappresentante di AP Commerciale ha sottolineato: “Al Sud siamo figli di un Dio minore. Ciò che succede al Sud rimane confinato al Sud. Se con il blocco la merce non arriva al Nord, allora sì che la questione diventa urgente. Finora nessuno ha parlato di Napoli, tutti parlano solo di Milano.”
Nonostante le rassicurazioni provenienti da incontri al Ministero, le prospettive di una rapida risoluzione sembrano limitate. Gasbarrino ha concluso: “Anche in caso di cambiamenti favorevoli nel giro di 24 ore, ci vorranno almeno una decina di giorni per ritrovare gli scaffali pieni.” L’incertezza sull’accordo con i manifestanti rende la possibile chiusura dei punti vendita una minaccia concreta.



