23 ottobre 2026 🌤 18°

Violenza contro soccorritore a Mugnano: dettagli e risposta istituzionale

Il 22 ottobre un medico del 118 è stato colpito con un tirapugni a Mugnano, riportando fratture facciali e un trauma cranico. L'ASL Napoli 2 Nord annuncia nuove misure di tutela per il personale sanitario.

Violenza contro soccorritore a Mugnano: dettagli e risposta istituzionale

Venerdì 22 ottobre 2026 una situazione di emergenza si è trasformata in violenza nella cittadina di Mugnano, nel territorio della ASL Napoli 2 Nord. I genitori di un giovane, definito a posteriori come soggetto con disturbo psichiatrico, hanno attivato il numero 118; sul posto è intervenuta una squadra composta da un medico, quattro sanitari e forze dell’ordine.

Il medico, identificato solo con le iniziali P. C. e appartenente alla postazione 118 di Qualiano, ha tentato di calmarlo. Il paziente, tuttavia, ha iniziato a insultare un’infermiera e, improvvisamente, ha estratto un tirapugni da tasca, colpendo il medico al volto. L’aggressione ha provocato una frattura del seno mascellare e una ferita al cuoio capelluto, condizioni che hanno richiesto il trasferimento immediato al ospedale di Pozzuoli in stato di urgenza.

Aggressione al medico del 118 a Mugnano

L’attacco, documentato da testimonianze dei colleghi presenti, ha coinvolto anche un infermiere che, nel tentativo di difendere il collega, è intervenuto subito dopo il colpo. Sul luogo sono intervenute le forze dell’ordine, ma l’intervento è avvenuto dopo che il medico è già stato ferito gravemente. La prognosi stabilita dagli specialisti indica un periodo di convalescenza di circa 30 giorni, con monitoraggio costante per possibili complicazioni neurologiche.

Lesioni riportate e ricovero presso la struttura di Pozzuoli

Il paziente, trasportato con l’ambulanza della postazione di Marano, è stato affidato al reparto di traumatologia dell’ospedale di Pozzuoli, dove è stato sottoposto a interventi diagnostici e a trattamenti per le fratture facciali. Sebbene la prognosi non presenti pericoli di vita imminenti, il medico dovrà affrontare un percorso di riabilitazione che potrebbe protrarsi per almeno un mese, con possibile impatto sulle attività lavorative future.

Reazione dell’ASL Napoli 2 Nord

Il giorno seguente, la direttrice generale dell’azienda sanitaria, Monica Vanni, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale definendo l’episodio “molto grave” e segnalando la necessità di un approccio multidisciplinare per fronteggiare il crescente disagio psichico nella popolazione. Vanni ha sottolineato che, nonostante le azioni già messe in campo per ridurre le aggressioni al personale sanitario, è urgente introdurre protocolli più ampi per garantire la sicurezza dei soccorritori.

Implicazioni per la tutela dei soccorritori

L’ASL ha annunciato che l’azienda si costituirà a difesa del medico aggredito, garantendogli assistenza legale, come già avvenuto in precedenti casi che hanno coinvolto infermieri della stessa regione. Il quattordicesimo episodio segnalato nel 2026 ha spinto l’ente a richiedere una risposta coordinata tra le varie articolazioni dello Stato, affinché le forze dell’ordine e il personale sanitario possano operare in un ambiente più protetto.

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