24 ottobre 2026 🌤 15°

Digos attiva perquisizioni e indagini su saccheggi e gruppi online

Operazioni di polizia hanno coinvolto decine di città italiane dopo disordini e messaggi online che invitavano a saccheggi e violenze; sono emersi sequestri e provvedimenti amministrativi.

Digos attiva perquisizioni e indagini su saccheggi e gruppi online

Nei giorni successivi agli scontri che hanno coinvolto diverse piazze italiane sono scattate operazioni investigative mirate dalle forze dell’ordine: la Digos e le procure hanno eseguito perquisizioni in più province individuando chat, profili social e gruppi che avrebbero pianificato azioni violente e saccheggi.

Le attività investigative hanno portato all’identificazione e all’iscrizione nel registro degli indagati di persone di età e profili diversi, dal gruppo di giovani spesso senza precedenti fino a soggetti già noti alle forze dell’ordine. In alcuni casi sono state adottate misure amministrative come i Daspo urbani e avvisi orali.

Perquisizioni e indagati a Napoli: manifestazione annunciata e materiale sequestrato

In Napoli la Digos ha individuato sette persone ritenute responsabili di aver diffuso messaggi di incitamento alla violenza attraverso chat create ad hoc su piattaforme come WhatsApp e TikTok, con l’obiettivo di alimentare una manifestazione prevista in piazza del Plebiscito. Per questi soggetti sono contestati reati a vario titolo riconducibili all’ordine pubblico.

Durante le perquisizioni sono stati trovati e posti sotto sequestro strumenti considerati idonei a offendere: un coltello a serramanico con lama di 23 centimetri, mazze in alluminio, cesoie, uno scaldacollo e diverse paia di guanti. Le attività investigative si sono sviluppate attraverso il monitoraggio delle piattaforme social e hanno preso impulso anche in seguito alle tensioni registrate in altre città.

Operazione nazionale in 18 città: numeri, minori e controlli mirati

Un’ampia operazione delle Digos ha interessato complessivamente 18 città italiane, con perquisizioni domiciliari e personali a carico di quasi 100 persone identificate in relazione ai disordini verificatisi il 17 e il 18 ottobre. Tra gli indagati risultano circa 51 minorenni, e le attività hanno coinvolto località del Nord, del Centro e del Sud tra cui Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese e Verona.

Le ipotesi di reato comprendono resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento, detenzione di armi o oggetti atti ad offendere, travisamento e invasioni. Nelle verifiche sono stati segnalati profili che avrebbero condiviso contenuti che incitano alla commissione di reati e raccolto adesioni per mobilitazioni coordinate.

Situazione a Bergamo e misure individuali

A Bergamo gli accertamenti hanno portato all’identificazione di circa 350 giovani nell’ambito di una maxi operazione collegata alle manifestazioni. Sono state notificate misure di prevenzione personali, con particolare attenzione alle stazioni e ad alcune scuole, e sono stati avviati approfondimenti sulle responsabilità individuali nei disordini.

Casistiche locali: Bari, Torino e Padova con profili distinti

A Bari gli investigatori hanno segnalato l’attività pubblica di un gruppo Telegram denominato “23 ottobre rivolta Bari”, dove sono emerse frasi e inviti ritenuti di apologia del reato e finalizzati, secondo le autorità, alla promozione di mobilitazioni con possibili utilizzi di armi e bottiglie molotov. L’indagine coinvolge elementi riconducibili a ipotesi più gravi legate al terrorismo e alla pianificazione di atti violenti in centro città.

Nel capoluogo piemontese, il Questore ha disposto dodici provvedimenti, per lo più nei confronti di minorenni, tra cui diversi Daspo urbani di durata variabile e avvisi orali connessi a episodi di resistenza, possesso di oggetti atti a offendere e travisamento durante le manifestazioni tenutesi tra il 15 e il 19 ottobre.

Padova: chat su Instagram e piani di saccheggio

A Padova la Digos ha bloccato un gruppo su Instagram in cui undici giovani, otto dei quali minorenni, avrebbero programmato saccheggi e danneggiamenti in vista di cortei. Gli iscritti consigliavano abbigliamento oscuro, l’uso di petardi e fumogeni e hanno persino indicato esercizi commerciali da depredare. Per alcuni è scattata la notifica di misure come il Daspo fuori contesto e provvedimenti di allontanamento dall’area urbana.

Controlli sui documenti e provvedimenti amministrativi

Nel corso delle verifiche sono state avviate anche accertamenti sui titoli di soggiorno di alcuni stranieri coinvolti nei disordini: per uno di loro è stata attivata la procedura finalizzata alla revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo. Le autorità amministrative locali e le procure minorili hanno concordato interventi mirati per i giovani individuati, alternando misure penali e amministrative.

Le indagini proseguono con il monitoraggio delle reti sociali e delle chat private, mentre le forze dell’ordine mantengono un presidio preventivo nelle aree a rischio per impedire il ripetersi di episodi di violenza coordinata o saccheggi pianificati tramite strumenti digitali.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app