Antonio De Simone, rinomato archeologo dell’area vesuviana, è venuto a mancare a 78 anni. La sua figura era familiare a chiunque avesse seguito i programmi televisivi condotti da Alberto Angela, dove compariva affiancato al celebre divulgatore. Oltre alla visibilità mediatica, De Simone è stato un vero pioniere della ricerca sul territorio colpito dall’eruzione del 79 d.C., contribuendo a far conoscere al grande pubblico la quotidianità dei romani sepolti sotto Pompei ed Ercolano.
Lontano dai riflettori, la sua attività accademica ha segnato più di tre decenni di formazione. Allievo di Alfonso de Franciscis, storico soprintendente di Napoli, ha iniziato a insegnare all’Università Suor Orsola Benincasa, dove ha guidato generazioni di giovani archeologi. La sua capacità di trasmettere la passione per il passato è stata descritta come “un punto di riferimento” da numerosi ex-studenti, tra i quali spicca il noto giornalista Alberto Angela, che gli ha conferito una laurea ad honorem in Archeologia.
Il percorso accademico e le scoperte in area vesuviana
Negli ultimi anni dell’ottanta, De Simone ha avviato una nuova fase di scavi a Pompei, finanziati attraverso i Fondi FIO. Questi interventi hanno permesso di approfondire zone ancora poco esplorate, portando alla luce dettagli architettonici e testimonianze di vita quotidiana. Parallelamente, ha condotto ricerche a Ercolano, dove la scoperta di nuovi ambienti della Villa dei Papiri ha arricchito la conoscenza di una residenza patrizia di notevole importanza culturale. Il suo impegno si è esteso anche alla consolidazione della collina di Varano, dove ha curato la salvaguardia di strutture vulnerabili.
Scavi a Pompei, Ercolano e Villa dei Papiri
Grazie alla sua direzione, la Villa dei Papiri di Ercolano ha rivelato nuovi saloni e rilievi marmorei con scene mitologiche, ampliando la mappa dei luoghi di culto privato dell’epoca. A Pompei, De Simone ha coordinato un team che ha catalogato più di 13.000 ambienti, un lavoro di monitoraggio periodico che ha richiesto precisione e una curiosità senza fine. La sua metodologia, basata su una documentazione meticolosa, è diventata modello per gli scavi successivi.
Progetti internazionali: Villa Augustea a Somma Vesuviana
Dal 2002, ha diretto la missione italo-giapponese alla cosiddetta Villa Augustea, situata a Starza della Regina, in Somma Vesuviana. In collaborazione con l’Università di Tokyo, il progetto ha dimostrato come le comunità locali siano riprese rapidamente dopo la catastrofe del 79 d.C., rivelando strutture abitative risalenti ai primi decenni del II secolo d.C. Il sito è stato oggetto di un costante programma di conservazione e restauro fino al 2024, testimonianza della dedizione di De Simone alla tutela a lungo termine del patrimonio culturale.
L’eredità diffusa: divulgazione e testimonianze
Alberto Angela ha più volte ricordato il ruolo fondamentale di De Simone nella sua formazione professionale. Il loro primo incontro risale al 1994, quando Angela realizzò un servizio per SuperQuark su Pompei. Da quel momento, la presenza dell’archeologo nei programmi televisivi è diventata ricorrente, contribuendo a rendere comprensibile al grande pubblico la complessità della vita romana sepolta dal Vesuvio. L’ultimo apparire di De Simone in tv è stato in una puntata di Noos, dedicata al restauro del mosaico della battaglia di Isso, dove ha sottolineato l’importanza dell’umiltà scientifica.
Riconoscimenti istituzionali e ruolo di city manager
Nel 2007, la sua esperienza è stata premiata con la nomina a city manager della Soprintendenza archeologica di Pompei, incarico che ha ricoperto con la stessa passione mostrata in campo. Oltre a pubblicare numerosi saggi e articoli, ha partecipato a tavole rotonde internazionali, consolidando la reputazione dell’Italia come centro di studi archeologici. Il suo approccio multidisciplinare, che univa ricerca, gestione del patrimonio e divulgazione, è stato citato come modello di eccellenza.
Omaggi da parte dei direttori dei parchi archeologici
Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei, ha ricordato De Simone come “un archeologo sul campo fino alla fine”, capace di percorrere le case di Pompei per intere giornate con un’energia quasi adolescenziale. Federica Colaiacomo, direttrice del Parco di Ercolano, ha evidenziato il suo contributo alla Villa dei Papiri e la sua capacità di far conoscere il valore storico di questi luoghi. Entrambi hanno espresso cordoglio verso la famiglia e hanno sottolineato che la sua eredità vivrà nei futuri lavori dei giovani professionisti formati da lui.
I funerali si svolgeranno venerdì 30 ottobre alle ore 10:00 nella parrocchia di Sant’Antonio a Somma Vesuviana. L’intera comunità accademica, gli ex-allievi e gli appassionati di storia antica si raduneranno per rendere omaggio a chi ha dedicato la vita a far rivivere la memoria dei romani sotto il Vesuvio.



